Attenzione
L’addio a Lorenzini: voglia di verità e chiarezza
Castelpoggio si è stretto intorno alla famiglia dell’ex camionista morto a 66 anni per cause in corso di accertamento: la Procura di Massa ha aperto un’inchiesta
CARRARA. Castelpoggio ha reso ieri omaggio e l’ultimo saluto a Corrado Lorenzini, morto a 66 anni per cause ancora in corso di accertamento. La Procura sta indagando sulla base della denuncia fatta dalla famiglia: il magistrato vuole sapere se la morte di Corrado è conseguenza del lungo calvario patito dall’ex camionista negli ultimi sette anni. Un calvario cominciato con un’operazione all’anca. L’operazione riuscì bene ma la protesi risultò difettosa.
Un difetto che per i successivi cinque anni - fino ad una nuova operazione per sostituire la protesi - ha causato di nuovo lancinanti dolori quotidiani a Lorenzini, costretto ad assumere massicce dosi giornaliere di antidolorifici e altri medicinali.
Solo cinque anni dopo l’operazione, nel 2012, emerse con chiarezza (una lettera delle stessa ditta costruttrice) il problema. Ma già le condizioni dell’anca di Lorenzini si erano aggravate: nel sangue emersero cromo e cobalto.
Corrado e la sua famiglia hanno chiesto da subito giustizia. Ma Corrado non ce l’ha fatta a vedere la fine del procedimento: è morto nel suo letto, a 66 anni. E da tempo ormai non camminava più bene e in precedenza aveva dovuto smettere di lavorare: non si può guidare un camion con una gamba sola.
Castelpoggio ieri si è stretta intorno alla famiglia, a Simone, Sara, alla moglie Maria, per testimoniare la vicinanza e certamente unirsi alla richiesta di chiarezza e giustizia. Saranno i risultati dell’autopsia, già eseguita all’ospedale Versilia, a raccontare alla famiglia e all’opinione pubblica la verità sulla morte di Corrado.
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