Il Tirreno

«Bilancio in perdita, vanno fatti più eventi»

di Cinzia Carpita
«Bilancio in perdita, vanno fatti più eventi»

Felici: sì alla riunificazione con Imm e allo stop alla biennalizzazione

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CARRARA. La Imm ha chiuso il bilancio 2013 con un piccolo utile di 17mila euro. Un sostanziale pareggio economico per la società immobiliare che opera in tandem con la controllata Carrarafiere, la società che organizza e ospita nei padiglioni di Marina, gli eventi espositivi. Carrarafiere ha chiuso l’esercizio 2013 con una perdita di circa un milione di euro. Nella relazione sulla gestione, il presidente Fabio Felici spiega che nel corso del 2013 Carrarafiere ha incontrato notevoli difficoltà legate al difficile momento mondiale di crisi economica, e in particolare alla crisi economica in Italia, per cui le imprese hanno stretto la cinghia. Le fiere sono riuscite a tenersi a galla sull scenario internazionale, ma su quello nazionale ci sono state maggiori problematiche.

Carrarafiere in particolare nel 2013, oltre a non organizzare Marmotec in quanto biennale, «ha visto ridurre drasticamente il ruolo di Seatec/ Compotec che ha raggiunto il livello più basso come fatturato, passato da 2,6 milioni del 2008 ai circa 900mila euro nel 2013.

Nel 2013 Carrarafiere ha svolto 16 eventi di cui 7 organizzati direttamente, per complessivi 200.000 visitatori e 1.800 espositori. Per fronteggiare i problemi il consiglio di amministrazione nel dicembre 2013 ha deliberato un versamento di 700mila euro in conto capitale, senza vincolo di restituzione. Sono state attivate azioni di contenimento dei costi a tutti i livelli. Il consiglio nel febbraio scorso ha deciso di congelare l’investimento sul nuovo ingresso alto mare. Come azzerare e ridurre la perdita di esercizio di un milione di euro?

Felici: più eventi nei padiglioni. Fabio Felici spiga che «tutti gli enti fieristici in Italia hanno bilanci problematici, ma il nostro è fra i migliori. Il guaio è che il mercato interno nazionale è in sofferenza, in una crisi gravissima. La ricetta a suo avviso, per migliorare il bilancio di Carrarafiere, è oltre a proseguire la politica di contenimento dei costi, quella di «aumentare gli eventi espositivi nei padiglioni, utilizzandoli maggiormente. Lo diremo nelle nostre linee programmatiche». Nel bilancio, aggiunge, «pesano gli ammortamenti della struttura (per circa un milione di euro l’anno), che comunque è gestita in modo ordinato. «Carrarafiere ha costi fissi (anche se non facessimo fiere) per circa 2 milioni e centomila euro, fra ammortamenti e personale. Quest’anno si è creato valore aggiunto per un milione e centomila euro. La perdita del 2013 corrisponde agli ammortamenti. Inoltre Seatec ha avuto un calo. Oltre alla politica di razionalizzazione dei costi, dobbiamo attivare un utilizzo più intensivo dei padiglioni ». E in proposito Felici preannuncia che nel 2015 il calendario di fiere sarà più ricco di alcuni eventi nuovi, fra questi “Carrara Show”: una kermesse tutta basata sui giochi.

«Oggi per tutti gli enti fieristici, i bilanci possono essere in ordine se le istituzioni socie sono a loro vicine, come nel caso di Carrara Marmotec 2015. Per ora bisogna tenere duro».

«Biennalizzazione: indietro tutta se ce lo chiedernano le aziende». Su Marmotec, Felici pensa che potrebbe essere superata al biennalizzazione con il ritorno alla fiera annuale, «ma solo se ce lo chiederanno le imprese e se ci seguiranno nel nuovo format della fiera». Il segnale, a Carrara perlomeno, è già lanciato: ci sarà Marmotec anche nel 2016. Poi si vedrà.

«Unificare le due società sarebbe meglio». Il sindaco Zubbani ipotizza una ricompattaizne fra Imm e Carrarafiere in una sola società. Felici è d’accordo. «Nel 2006 fu fatto lo sdoppiamento fra società immobiliare e società fieristica, con il placet della Regione, e con la possibilità di vendita eventuale della parte fiere. Nel 2010 la crisi fieristica generale. Ora domando: ha un senso oggi mantenere lo sdoppiamento? Un unico soggetto anche nell’ottica della spending review, sarebbe più forte, con un solo consiglio di amministrazione, e procedure semplificate. E un domani si potrebbe sempre vendere il ramo fieristico. L’indirizzo lo deve dare la Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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