Gioco
Punta dalle vespe: la madre infermiera le salva la vita
La 33enne è andata in choc anafilattico nel giardino di casa Dopo il primo soccorso è stata portata in rianimazione
CARRARA. La figlia, attaccata dalle vespe, era in preda a uno choc anafilattico. La madre, operatrice sanitaria specializzata dell’ospedale di Massa, non si è fatta prendere dal panico e, proprio il suo pronto intervento le ha salvato la vita. È stata la mamma ha prestare alla figlia, la 33enne Elena, educatrice cinofila, le prime cure: impacchi di ghiaccio e cortisone. Sempre lei a chiamare chiamato il reparto di rianimazione dell’ospedale («Ci avevo lavorato per alcuni mesi, ho cercato la dottoressa Menchetti e le ho detto che mia figlia stava malissimo»). Poi ha caricato in macchina la sua Elena ed è riuscita a raggiungere in tempi brevissimi il presidio sanitario. Qui sono state prestate, in emergenza da choc anafilattico, le cure del caso.
Dopo un paio d'ore il pericolo è passato e la paziente è stata dimessa.
Ora, passata l’emergenza, sono proprio la madre e la figlia a ringraziare «il personale medico e paramedico del reparto di Rianimazione dell'Ospedale di Massa, in particolare il dottor Andrea Vignali, dottoressa Aurora Menchetti e l'infermiera Tiziana Buono, per aver salvato la vita a Elena».
Si è conclusa nel migliore dei modi quella che poteva essere una tragedia. Tutto è accaduto l’altro pomeriggio, nel giardino di una bifamilare, in via Antica Massa, ad Avenza.
La signora Manuela ha visto la figlia uscire di casa, per andare a togliere le erbacce dal giardino. Pochi minuti correva verso di lei: «Mamma sto male, mi hanno punto le vespe». La donna aveva trovato un nido di vespe sottoterra. A quel punto la madre, Manuela Baccei, operatrice sanitaria specializzata all’ospedale di Massa, non si è persa d’animo. Ma ha capito subito che stava accadendo qualcosa di grave. Per prima cosa ha portato del ghiaccio alla figlia e le ha fatto prendere una pasticca di cortisone e l’ha spogliata. «A quel punto ho visto che aveva una strana eruzione cutanea, le formicolavano le gambe e faceva fatica a respirare - spiega Manuela - Stava succedendo qualcosa di anomalo». Da qui la telefonata al reparto di rianimazione e la corsa contro il tempo.
«In macchina vedevo mia figlia gonfiare sempre di più - racconta la madre - era rossissima in volto, le si chiudevano gli occhi tanto le palpebre si erano ispessite. In quel momento non facevo in tempo ad avere paura, correvo per arrivare al più presto in ospedale». E, nel reparto di rianimazione i medici, già avvisati di quanto era successo, erano già pronti. Nel giro di un paio d’ore sono riusciti a stabilizzare Elena e a scongiurare ogni pericolo per la sua salute.
«Adesso Elena sta bene - racconta la mamma - anche se ha bisogno di riposo perché ha ancora la pressione molto bassa». E la madre?
«Subito, quanto mia figlia stava male ho avuto coraggio e sono riuscita a prendere in mano la situazione - dice - Ma poi, la notte, non sono riuscita a chiudere occhio. Avevo gli incubi, rivedevo tutta la scena davanti agli occhi e ho avuto, allora sì, davvero paura».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
