Sicurezza
«Niente porto turistico? Andiamo in Liguria»
CARRARA. La Cna Nautica apuana punta i piedi contro il piano paesaggistico, che ponendo vincoli anche sulla costa, rischia di cancellare per sempre la previsione di porto turistico (che dovrebbe...
CARRARA. La Cna Nautica apuana punta i piedi contro il piano paesaggistico, che ponendo vincoli anche sulla costa, rischia di cancellare per sempre la previsione di porto turistico (che dovrebbe sorgere nella zona Lavello). «Niente porto turistico? E noi portiamo la nautica nella vicina Liguria», insomma una minaccia di delocalizzazione interregionale «nella limitrofa regione Liguria ricca di sbocchi sul mare e di aree artigianali appetibili».
A scatenare la reazione le linee guida del Piano Paesaggistico regionale che ha "cancellato" il progetto del porto turistico alla Foce del Lavello; porto che Cna ed il mondo della nautica invocano da un decennio. «Condividiamo - spiega Paolo Bedini, presidente Provinciale di Cna - il principio di tutela del paesaggio a cui si ispira il Pit», ma ritiene che se no nascerà il porto turistico, «quell'area resterà esattamente così come la vediamo oggi, perderemo ancora una volta una straordinaria occasione di dare un futuro al nostro turismo, alla nostra economia, alle nostre famiglie». Cna ci tiene a precisare che «non intende contrapporsi alla logica ambientalista, anche perché - prosegue il Presidente - alcune categorie che rappresentiamo sono la massima espressione ed il soggetto attuatore di attività funzionali alla diffusione di tecnologie volte al miglioramento dell'efficienza energetica. Crediamo però che le imprese che rappresentiamo e che hanno investito sul territorio, basandosi sulla possibilità di avere uno sbocco a mare, debbano avere una risposta chiara in merito». Bedini dichiara che sono in corso «valutazioni per trasferire tutte le aziende nautiche in altra Regione, come la Liguria che ha dimostrato come nella costruzione di approdi turistici, si possa coniugare l'aspetto ambientalista con quello economico».
«Oggi - aggiunge Bedini – le nostre imprese oltre ad affrontare la crisi economica, devono fare i conti con chi vuole porre in essere delle scelte che condizioneranno il futuro del territorio limitandone lo sviluppo e le potenzialità», e ritiene la politica attuale «totalmente inadeguata a rappresentare gli interessi delle imprese».
«Rimane il rammarico - conclude Bedini - di rappresentare l'interesse di una categoria, quella degli artigiani e dei piccoli imprenditori, in una zona abituata al disfare»."
Sul problema interviene anche il presidente provinciale di Cna Nautica, che è tra i maggiori promotori dell'operazione porto turistico, Carlo Alberto Tongiani.
Esprime disappunto: «Dopo oltre vent'anni di chiacchiere, dibattiti, un piano regolatore portuale bocciato, sei progetti di porto turistico fatti da privati e non certo nati per caso, un nuovo piano regolatore portuale in gestazione e pronto per l'adozione, milioni di euro spesi, sia pubblici che privati, qualcuno ha pensato bene di inserire due righe nel contesto di duemila pagine del Piano apesaggistico, che possono cancellare tutto. Due righe che dicono: in quell'area non si può costruire nulla».
Tongiani spiega: «Comprenderemmo argomentazioni dimostrate di eco sostenibilità, di correnti anti-erosione, ma due righe sono la sintesi dell'assurdo». Tongiani spera in qualche intervento «altrimenti - conclude - in molti dovranno arrossire per le promesse non mantenute per uno sbocco al mare per la nautica da diporto che nella nostra provincia tanto ha dato e tantissimo può ancora dare in futuro. La soluzione di far traslocare la nostra nautica in Liguria – avverte Tongiani, ribadendo le parole di Bedini – non è una soluzione da escludere».
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