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Elezioni per la nuova Provincia, il M5S non parteciperà

Elezioni per la nuova Provincia, il M5S non parteciperà

MASSA. Saranno 236 gli aventi diritto al voto nelle elezioni di secondo livello per la nuova Provincia. Voteranno, cioè tutti i consiglieri e i sindaci dei 17 comuni della provincia di Massa Carrara....

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MASSA. Saranno 236 gli aventi diritto al voto nelle elezioni di secondo livello per la nuova Provincia. Voteranno, cioè tutti i consiglieri e i sindaci dei 17 comuni della provincia di Massa Carrara.

Le liste dei candidati non sono ancora pronte, ma una cosa è già certa: il Movimento Cinque Stelle non parteciperà. Né alla votazione, né alla divisione delle poltrone: semplicemente rinuncia all'ente. In linea con i “diktat” nazionali. Nei giorni scorsi, infatti, il leader del movimento, Beppe Grillo, aveva fatto sapere che i suoi non avrebbero fatto parte del nuovo organo, motivando la decisione nel blog. «Il M5s – scrive l'ex comico - continuerà a non presentare le proprie candidature in un organo politico del quale auspica la soppressione. Non cediamo e non ci facciamo lusingare dalla prospettiva di acquisire poltrone o, addirittura, da eventuali vittorie in alcune elezioni provinciali». La presa di posizione è stata adesso confermata anche a livello locale. Il capogruppo pentastellato di Massa, Riccardo Ricciardi, conferma la rinuncia dei consiglieri comunali a quell’ente «inutile, dispendioso e antidemocratico». «Noi da sempre chiediamo l’abolizione della Provincia – spiega Ricciardi – che chiaramente deve essere graduale e deve pensare, prima, a sistemare i dipendenti e alle competenze dell'organo. Così, non solo non sono state abolite, ma addirittura peggiorate. Si è creata una confusione nelle competenze, importantissime, come le scuole e le strade. E, peggio ancora, si è tolto l'aspetto democratico. Adesso sono i politici che eleggono i politici, il presidente della Provincia non è più eletto dai cittadini ma dai consiglieri e dai sindaci. Noi non possiamo entrare a far parte di un organo del genere, perché va contro i nostri principi democratici». Il movimento, in questo modo, rinuncia quindi a entrare nel tavolo delle decisioni in ambiti importanti, quali: la tutela dell’ambiente, la gestione delle strade provinciali, la pianificazione del territorio e del trasporto pubblico, il controllo di quello privato e la gestione dell’edilizia scolastica. «In ogni caso –incalza Ricciardi - non sarebbe cambiato nulla. Ne abbiamo la prova in consiglio comunale dove la maggioranza non ci consulta nelle decisioni e va dritta sempre per la sua strada». (m.c.)

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