Il Tirreno

Maxi Esselunga, Volpi difende il progetto

di Chiara Sillicani

Il sindaco ricorda che la catena sistemerà la Rinchiostra oltre alla viabilità. E con gli onori il Comune farà il palazzetto

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MASSA. “Cui prodest?”. Il quesito è vecchio come Seneca, ma conserva - e questa forse è la sua forza - un’incredibile attualità. È la domanda del cittadino di fronte alla scelta del legislatore o dell’amministratore. La domanda dei commercianti (quelli di Confesercenti in primis) a chi governa la città: leggono la delibera di giunta sull’ampliamento del punto vendita Esselunga, lungo viale Roma, e l’interrogativo sorge spontaneo. A chi porta vantaggi? E Confesercenti una risposta ce l’ha, certa che a portare a casa il risultato sia, primo e forse unico soggetto, la stessa catena milanese.

Di tutt’altro parere - è il comprensibile gioco delle parti - il sindaco. Alessandro Volpi non ha dubbi e ribadisce il concetto: l’interesse generale c’è eccome e sta - il primo cittadino cita la delibera “inquisita” - nella perequazione compensativa. Detto in parole semplici: Esselunga si allarga, ma non lo fa - sempre per esemplificare - a costo zero, mette, invece, mano al portafoglio e realizza investimenti importanti per la città.

Ed è su quegli investimenti, infatti, che le categorie sollevano qualche perplessità. Indubbiamente per chi vive di commercio, l’equazione è immediata: grande distribuzione uguale morte dei negozi al dettaglio. Ma, all’argomentazione “di pancia”, Confesercenti affianca l’analisi “tecnica”, con la lente di ingrandimento puntata proprio sulla delibera 194 dello scorso giugno. Con quell’atto la giunta propone una variante urbanistica di interesse generale per l’ampliamento di Esselunga. E l’interesse generale non è un dettaglio, è il requisito indispensabile per portare a casa il risultato perché se l’interesse non c’è, in assenza di strumenti urbanistici, non si muove una foglia. Bene, per Confesercenti, rotonde, parcheggi e viabilità più fluida - questa secondo l’associazione il succo della fatidica perequazione - sono a garanzia solo di un miglior accesso al punto vendita. Con conseguente aumento dei fatturati. Interesse della catena, quindi e non dei cittadini.

Ma il primo cittadino - ancora affidandosi agli atti - assicura che oltre le strade c’è di più. Anzi, gli interventi di viabilità sarebbero la parte meno corposa degli investimenti di Esselunga. I lombardi dovrebbero metterebbe le mani in tasca e garantire oltre un milione di euro per riqualificare il parco e la villa della Rinchiostra.

Senza dimenticare che in ballo c’è un’altra partita (e la metafora cade a puntino), quella del palazzetto dello sport. Non può essere Esselunga a realizzarlo - come l’amministrazione sperava in un primo momento - ma nulla toglie che a farlo sia Palazzo civico dopo aver incassato gli oneri di urbanizzazione. Per demolire e costruire - è così per tutti - si paga e per un’operazione importante, si paga una bella cifra. Soldi - ricorda il sindaco - « che potrebbero dare alla città una infrastruttura importante». Adesso - e l’inquilino di Palazzo civico lo sottolinea con forza - la palla è nelle mani del consiglio comunale: a breve dovrà valutare, quindi approvare o respingere, la delibera 194 e, conseguentemente, l’ampliamento e la collegata perequazione.

Sarà il voto, quindi, a dare il via libera o a bloccare l’operazione in cui, in ogni caso, i commercianti, chiedono di essere coinvolti. Per non subire decisioni.

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