Il Tirreno

«Ecco tutti i piani del gruppo Bin Laden»

di Alessandra Vivoli
«Ecco tutti i piani del gruppo Bin Laden»

Le anticipazioni di Roberto Pucci: Cpc holding si quota in Borsa, nuove acquisizioni di aziende per ampliare la filiera

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CARRARA. Il gruppo Cpc Holding della famiglia Bin Laden, da poco più di un mese proprietario della metà del pacchetto azionario della Marmi Carrara, si quota in Borsa. E annuncia nuove acquisizioni di aziende (eh sì qui si ragiona davvero in grande) sul territorio apuano e toscano per incrementare la filiera e garantire l’«one stop shop»: ossia i progetti chiavi in mano, dai grattacieli agli aeroporti e alle stazioni, che sta portando avanti il gruppo nel quartiere generale, l’Aree Design di Londra, dove lavorano oltre 400 architetti.

Sono queste le anticipazioni che Roberto Pucci, non più in veste di regista dell’affaire Bin Laden, ma come membro del consiglio d’amministrazione della nuova Marmi Carrara che proprio un paio di settimane fa ha visto l’insediamento ufficiale del suo presidente, Walid Skamel Samhaha.

«A Carrara gli stranieri hanno sempre investito». Comincia con una precisazione Roberto Pucci, con cui abbiamo parlato negli uffici della sua Prometec. «Ormai è appurato che il lavoro si crea facendo investimenti e deve essere visto di buon occhio l’interessamento degli stranieri per il nostro territorio - spiega - del resto a Carrara e più in generale sul comparto lapideo apuo versiliese sono stati i grandi imprenditori come Walton, Derville e Henraux a fare in passato i più grossi insediamenti».

Insomma un capitolo nuovo per il mondo del marmo che, fa notare Pucci, guarda al passato. E che, soprattutto comincia da lontano. «Il primo lavoro del gruppo Bin Laden nella nostra provincia è stato fatto nel 1986 dalla Imeg e fu proprio l’allora Protec a fornire i macchinari per lavorazioni speciali, di marmo rigato- racconta Pucci - Poi nel 1990 sono arrivati gli ampliamenti di Mecca e Medina ed è da qui che è partita l’innovazione. Sono state realizzate le macchine a controllo numerico a 5 assi con precisione “a giunto zero”. Quei lavori hanno rappresentato una svolta nella trasformazione della pietra».

«Così si espanderà la filiera». Non solo lo sviluppo della lavorazione in loco («Storicamente - spiega Pucci - la Cpc holding esporta solo il 20-30% del valore in blocchi e il 70% in lavorati o semilavorati») ma un’espansione della filiera stessa.

«Il gruppo - annuncia Roberto Pucci - ha stanziato tre miliardi di euro per l’acquisizione di aziende. C’è stata l’operazione Marmi Carrara e a fine agosto in Egitto è stata chiusa la trattativa da 200 milioni per rilevare una fabbrica di vetri. L’obiettivo primario è di arrivare ad aumentare e consolidare la filiera».

I grandi progetti. Due stabilimenti a Jedda (con il 98% di macchine italiane e del distretto apuano) e grandi progetti già in cantiere che impiegheranno il marmo bianco di Carrara. «L’utilizzo del bianco - spiega Pucci - è legato in parte al fatto che è un materiale che riflette il sole e quindi si scalda meno alle alte temperature e, inoltre, è un materiale sano e per questo utilizzato in moltissimi lavori».

Il gruppo Cpc attualmente sta terminando il secondo ampliamento della Mecca e sta partendo il nuovo ampliamento di Medina. Gli ultimi grossi lavori sono stati il nuovo aeroporto di Jedda e la ferrovia che dalla Mecca va a Jedda. Non solo, il marmo bianco è stato scelto per la Financial city e la città della scienza sempre a Jedda.

«Se il materiale per i progetti del gruppo sarà sempre il nostro marmo - conclude Pucci - ci sarà lavoro, sul territorio apuano, per parecchi anni.».

«Carrara - conclude Pucci - dovrebbe essere orgogliosa di avere l’attenzione di grandi gruppi industriali come ha avuto in passato e come continua ad avere».

Insomma nessuno “scandalo” per l’affaire Bin Laden. Anzi. Pucci è stato più che chiaro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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