La manifestazione
Sanità, in 40mila rischiano il super ticket
Con le nuove ricette digitali, chi non ha dichiarato il reddito finisce nella fascia più alta. Partite le lettere di avviso dell’Asl
MASSA. L’azienda sanitaria li ha avvisati, tutti e 40mila: una lettera nella cassetta della posta e l’invito a mettersi in regola. Perché - e qui sta il problema - se nel data base dell’Agenzia delle entrate il tuo nome e la tua dichiarazione dei redditi non ci sono, rischi di fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con il superticket. Visite, esami e medicinali salatissimi. La ricetta, dal 1° ottobre, è digitale: la fascia di reddito - per essere sintetici - viene attribuita in automatico dal computer e se il tuo nome non è registrato nel cervellone, magari perché sei un lavoratore dipendente (e non presenti la dichiarazione, ma solo il Cud), beh, il sistema informatico ti inserisce nella fascia più alta (oltre i 100mila euro). E l’equazione è presto fatta: sei ricco quindi ti tocca sborsare il ticket aggiuntivo (quello regionale) più alto, pari a 30 euro per le prestazioni mediche e 4 per la singola confezione di medicinale.
I dati a disposizione dell’azienda sanitaria sono quelli forniti dall’Agenzia delle entrate a cui affidiamo - per capirci - le nostre informazioni fiscali: sono fuori dalla lista, come dicevamo, i dipendenti che hanno solo il Cud e i pensionati. A meno che si siano già presi la briga di autocertificare la propria condizione economica all’Asl.
Tutto rientra in un ampio progetto di dematerializzazione della sanità. Addio carta: tutto viaggia in digitale. Da ottobre, tu vai dal medico curante, lui ti visita, decide che devi fare un paio di esami e assumere un farmaco e, per la prescrizione, non impugna più la penna, ma si affida ad un paio di clic sul computer. La ricetta entra in una rete a cui accedono le aziende sanitarie e le farmacie. Ti presenti, tessera sanitaria alla mano, allunghi la prescrizioni e paghi. E se le informazioni inserite dal fatidico “cervellone” non corrispondono al vero e tu risulti milionario, pur potendo contare su uno stipendio ai minimi termini, beh, nè il medico di base, nè il farmacista possono farci nulla.
Ecco perché l’azienda sanitaria apuana si porta avanti, dà un’occhiata alla lista degli assistiti e verifica che 40mila circa nel data base non ci sono. L’Asl scrive, quindi, una lettera e la invia loro, invitandoli a verificare la propria posizione reddituale e a comunicare la fascia di appartenenza, per evitare di esser registrati in quella più alta.
Il dottor Enrico Raggi, responsabile dei centri unici prenotazione, rassicura i pazienti. Chi, ad ottobre, si trova tra le mani una ricetta digitale in cui l’indicazione del reddito è sbagliata, può - a patto che quella prescrizione non la utilizzi - recarsi all’Asl, autocertificare e quindi chiedere una prescrizione con il codice corrispondente alla propria condizione economica. Ma se quella ricetta - e qui sta il nodo - la utilizza, allora nulla può impedire l’applicazione del ticket massimo. Fondamentale, quindi, verificare e chiedere la correzione. È possibile farlo presso gli sportelli Cup, online sul sito web regionale (www.regione.toscana.it/servizi-online e utilizzando la propria Carta sanitaria elettronica attivata, ai totem “Punto Sì”. L’Asl ricorda inoltre che «è giusto che il codice non sia presente se la propria fascia - qualcuno dei 40mila sarà in questa condizione - è superiore a 100mila euro». Per saperne di più sono a disposizione i numeri verdi di Regione Toscana ( 800 556060) e Asl apuana ( 800 565509).
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