Proteste
Telecamere anti discariche abusive
L’Amia passa al contrattacco contro i cittadini che gettano rifiuti ovunque: ogni giorno 70 interventi di pulizia
CARRARA. Arriva la telecamera mobile di videosorveglianza contro chi scarica rifiuti in modo irregolare, sia nelle aree ecologiche accotastando roba attorno ai cassonetti, sia in altre zone del territorio. L’Amia si è attrezzata e sulla base di incontri con la polizia municipale, sta per attivare questo servizio.
Insomma, un “grande fratello” che tiene d’occhio chi con sacchetti vari di rifiuti urbani non lo colloca dove dorebbe, oppure chi, peggio ancora, arriva magari nottetempo (fenomeno che pare si verifichi nei paesi montai, a detta della consigliera Elena Musetti) per scaricare materiali ingombranti.
Ma, oltre alla videosorveglianza, potrebbero essere organizzati corsi - il presidente di Amia, Gianenrico Spediacci dice che l’azienda sarebbe disponibile – per istituire un servizio (con l’ok della prefettura) di guardie ambientali volontarie.
Tutto questo perché a Carrara il senso civico di molti abitanti, secondo quanto sta riscontrando l’Amia tutti i giorni, mostra lacune: vengono abbondati cumuli di immondizia dove non dovrebbe esserci.
L’Amia, con costi notevoli, sta quotidianamente passando con uomini e mezzi a ripulire il territorio: ogni giorno deve occuparsi di circa settanta discariche abusive. Spesso proprio nelle isole ecologiche attrezzate con i cassonetti: infatti c’è chi vi scarica materassi, mobilia varia, insomma rifiuti ingombranti: basterebbe chiamare l’Amia per farseli venire a prelevare a domicilio.
Nel territorio ci sono circa 500 isole ecologiche: Sèpediacci e la direttrice di Amia, Lucia Venuti, hanno discusso il problema con la commissione lavori pubblici presieduta da Luca Barattini, il quale ha poi aggiornato la riuninoe, prevedendone un’altra con l’assessorato all’ambiente e la polizia municipale.
Infatti, se non esiste il problema delle sanzioni per chi viene colto in flagranza a scaricare abusivamente da qualche parte, il problema nasce quando si tratta di risalire a chi non rispetta la raccolta differenziata e getta rifiuti nei cassonetti “sbagliati” oppure ammucchia rifiuti ingombranti nei posti più disparati o a ridosso dei cassonetti stessi. La videosorveglianza ha lo scopo di scoprire gli indisciplinati e fare da deterrente. Nelle isole ecologiche, passa il camion Amia a scuotare i cassonetti, ma poi almeno una volta la settimana deve entrare in azione anche l’”uomo di zona” - ha spiegato Spediacci – per eliminare gli ingombranti scaricati da Ignoti abusivamente. Con la videosorveglianza, verranno collocati anche cartelli che la segnalano. «Ci sono almeno venti punti di discariche abusive che dobbiamo pulire sistemativamente nel territorio», hanno detto Spediacci e la Venuti, e nella zona del Lavello l’Amia viene chiamata almeno sei volte l’anno per eliminare materiali vari, noleggianto gru con il b”braccio” per ripulire da immondizia il canale della zona. Altre zone di discariche abusive sono la Muraglione, a San martino, a Fossone.
Ma anche nei paesi montani (il problema è stato segnalto dalla consigliera Musetti) . la rimozione non fa parte del contratto di servizio che ha l’Amia,che svolge ugualmente l’opera, con costi a proprio carico, facendo in sostanza salti mortali non avendo grandi risorse né nuovo personale da assumére. «Puliamo settanta discariche abiusive al giorno, – Spediacci ha fatto un po’ di conti – sono circa 20.000 all’anno, e ogni opera di rimozione ci sosta attorno ai 30 euro». Ecco perché l’Amia, punta sulla sinergia con Comune e polizia municipale. Una task force contro le discariche abusive, e un sistema sanzionatorio che colpisca i responsabili individuandoli con la videosorveglianza mobile. Un sistema che secondo il consigliere comunale Barattini dovrebbe essere inserito nel regolamento del decoro urbano. (c.car.)
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