Il dolore
«Basta container, solo aule vere»
Tante proteste e poche speranze di genitori e nonni all’uscita del primo giorno di scuola ad Aulla
AULLA. Si ondeggia fra lo scoraggiamento e l'auspicio di avere presto le nuove scuole poco prima dell'una di ieri, quando ci presentiamo fra i genitori, le nonne e i nonni, le zie e gli zii delle bambine e dei bambini che frequentano le scuole elementari, costretti a seguire le lezioni nei container dislocati sulle aree ferroviarie dismesse. Il tutto a seguito di un referendum indetto nell'estate 2012, in cui, a furor di popolo, un risultato già scritto venne sancito nelle improvvisate urne, con la schiacciante vittoria di chi voleva i container e non, il ritorno dei propri figli nell'edificio alluvionato di piazza Garibaldi, invaso dal fango il 25 ottobre 2011, dove ora si trovano i ragazzi del liceo classico e la biblioteca civica.
Sono, quindi, trascorsi due anni ed è soltanto di pochi giorni fa l'annuncio, contenuto in un comunicato stampa congiunto fra Comune di Aulla e Regione Toscana, in base al quale è iniziato il conto alla rovescia per l'uscita dai container dei bambini e dei ragazzi delle scuole elementari e medie di Aulla.
Infatti, i tristi container presto dovrebbero sparire per lasciare spazio a scuole degne di questo nome, visto che Comune e Regione Toscana hanno annunciato che entro due settimane aprirà il cantiere per la loro realizzazione e le scuole elementari saranno usufruibili dall'inizio del prossimo anno scolastico.
E' forse anche a seguito di questo annuncio che l'atmosfera che si respira poco prima dell'una di ieri sembra più favorevole rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, anche se le prime due mamme che incontriamo sono abbastanza lapidarie.
La prima si limita a sottolineare di «preferire una scuola vera rispetto ai container», mentre la seconda è ancora più categorica quando le chiediamo quali sono le sue sensazioni nel vedere il figlio per un altro anno nei container: «Meglio non rispondere - sibila contrariata - speriamo che i bambini tornino presto in aule vere» dicono all'unisono due nonni, Emiliano Conti e Giuseppe Albertoni, e la stessa speranza viene espressa da Daniela Furia, la quale precisa di non avere condiviso, a suo tempo, la decisione di fare seguire le lezioni ai più piccoli nei container.
Anche Marta Giannetti, nella veste di zia, si augura che le nuove scuole siano disponibili il prossimo anno, facendo notare che «i container non sono davvero l'ambiente adatto per una scuola».
Sempre ieri mattina, come è tradizione, anche il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, si è recata nei container per i saluti di rito ai bambini e al corpo docente, tornando ad assicurare che dal prossimo anno scolastico le nuove scuole saranno realtà. Ricordiamo che le nuove scuole sorgeranno sempre nelle aree ferroviarie dismesse, ma più a nord rispetto a dove si trovano attualmente i container, in un'area appositamente acquisita al patrimonio comunale.
Il primo lotto comprende nido, materna ed elementari, il secondo lotto le medie, per oltre dodici milioni di euro di spesa totale. Secondo quanto previsto dal cronoprogramma, le prime saranno pronte entro cinque mesi, le altre in otto. Saranno realizzate con tecniche di bioedilizia e piani portanti di pannelli in legno massiccio a strati incrociati: una struttura di per sé antisismica. Gli edifici saranno a due piani e ci saranno dieci classi delle elementari, tre sezioni della materna e spazi per cinquanta bambini al nido: quasi quattrocento gli alunni complessivamente attesi, oltre alla mensa. Dodici sono le classi previste per le medie, destinate a circa trecento studenti.
Gianluca Uberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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