Il Tirreno

Porto spa fa gola ai giganti dei container

di Alessandra Vivoli
Porto spa fa gola ai giganti dei container

Dopo l’affaire Bin Laden alle cave la Msc interessata allo scalo marinello, già rifiutata la proposta della Contship spezzina

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Non solo le cave. Dopo l’affaire Bin Laden, con l’acquisizione, da parte del colosso della famiglia araba Cp Holding del 50% delle quote azionarie della Marmi Carrara, anche il porto apuano finisce nel mirino dei big. A corteggiare le quote della Porto spa ci sarebbero due colossi, la Mcs e la Contship spezzina.

Due proposte di interesse che in un caso, quello della Contship, avrebbero avuto anche una sorta di abboccamento naufragato però, è proprio il caso di dirlo, ancora prima che il presidente della Porto, l’armatore Enrico Bogazzi, e i legagli rappresentanti della Contship si mettessero attorno a un tavolo. La cifra di varie decine di milioni (sui numeri vige il più stretto riserbo) legata al maxi investimento marinello da parte dei big dello shipping, non avrebbe infatti convinto Bogazzi e quindi tutto si è concluso con un nulla di fatto.

Gli occhi dei “grandi” sono però puntati dalla Porto e questo confermerebbe la volontà dell’armatore e presidente della società apuana, di mettere in vendita il “suo” gioiello.

Un’operazione che, al momento, non ha avuto alcuna conferma ufficiale dal diretto interessato, ma che ormai è nell’aria, o meglio nell’ambiente degli addetti ai lavori, da mesi.

L’unica certezza è che, comunque, Bogazzi non sembra assolutamente intenzionato a “svendere” la Porto, anche perché al primo posto - in un’eventuale passaggio di mano - ci sono le esigenze occupazionali e i posti di lavoro da preservare.

Quello che emerge, intanto, dai rumors che girano attorno alla Porto spa, è l’appeal che lo scalo marinello, per la sua strategicità, suscita nei colossi del settore che, forse, vedono proprio sotto le Apuane i presupposti per un grosso investimento.

A fare da apripista è stata la famiglia Bin laden del gruppo "CPC Marble & Granite Ltd", con sede in Cipro, che, nei mesi scorsi ha acquisito la metà del pacchetto azionario della Marmi Carrara. Una piccola rivoluzione nel lapideo e nelle cave apuane e l’ingresso, per la prima volta, di un gruppo straniero nel, fino ad oggi, chiuso mondo del marmo. È passata di mano la totale proprietà della Società "Erton", che è titolare del 50 per cento della Società "Marmi Carrara", cui fa capo la metà della Società "Sam", titolare di circa un terzo delle cave di marmo bianco di Carrara. Il prezzo di vendita è stato di poco meno di 45 milioni di euro, proprio come era stato dichiarato all’avvio della lunga trattativa che ha portato a fine luglio, alla firma ufficiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web