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Tasi, “ botta” da 6,5 milioni Detrazioni per chi ha figli

 Tasi, “ botta” da 6,5 milioni Detrazioni per chi ha figli

Aliquota sulla prima casa al 2,9 per mille; il confronto con i Comuni vicini A Carrara un gettito di 5,7 milioni, diverse le agevolazioni per i contribuenti

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MASSA CARRARA. La stagione delle tasse sta arrivando e i contribuenti stanno per sperimentare la nuova tassa, la Tasi – tributo sui servizi indivisibili (che serve cioè per pagare illuminazione pubblica, manutenzione strade, vigili urbani ecc.) – che è destinata però a confluire, assieme alla Tari (il tributo sui rifiuti) e all’Imu (l’imposta sulle seconde case), nella Iuc, ossia imposta unica comunale. Districarsi tra le sigle non è facile, ma la sostanza è chiara: le imposte locali saranno accorpate in un’unica maxi imposta che “ruoterà” attorno agli immobili.

Intanto, però, si paga la Tasi, una “botta” da 6,5 milioni di euro. La scadenza è il 16 ottobre per la prima rata, e i Comuni hanno ormai definito aliquote e detrazioni. Vediamo come.

Massa ha optato per la formula: pagano solo i possessori di prima casa. L’aliquota è fissata al 2,9 per mille, fra le più alte applicate in Toscana (il massimo è 3,3 per mille). Ma è mitigata da una serie di sostanziose detrazioni. A cominciare da quella per i figli. I titolari delle abitazioni principali potranno scontare dalla Tasi 30 euro per ogni figlio a carico. In più, è stabilita una detrazione di 100 euro per immobili con rendita catastale fino a 500 euro che scende a 30 euro per immobili con rendita fra i 500 e i 700 euro. La legge contempla la possibilità di chiamare gli inquilini in affitto a contribuire con una quota fino al 30% al pagamento della Tasi. Il Comune di Massa ha deciso però di non utilizzare questa opportunità: «Pagheranno – spiega l’assessore alle Finanze Giovanni Rutili – soltanto gli affittuari di fabbricati destinati ad attività artigianali, contribuendo per il 10% all’imposta».

L’amministrazione ha deciso inoltre di non imporre la Tasi sulle seconde case, che già pagano l’Imu. A patto che siano occupate. Nel caso, invece, di case sfitte, ecco la stangata: 1,1 per mille. Del 2,2 per mille è invece l’aliquota fissata per gli edifici di tipo D, cioè fabbriche, alberghi, pensioni, cinema, banche, palestre (negozi esclusi).

La Tasi costerà ai massesi all’incirca 6,55 milioni di euro. È questo il gettito previsto dai contabili di palazzo civico; gli introiti riusciranno a coprire per il 75,5% i costi dei “servizi indivisibili” (il cui totale è di 9 milioni di euro).

Ma a Massa la Tasi è più alta delle città vicine? Difficile fare un confronto, perchè ogni amministrazione ha adottato modulazioni diverse.

A Carrara l’aliquota per l’abitazione principale è al massimo: 3,3 per mille, mentre per le seconde case è fissata all’1 per mille. Differente anche la strategia delle detrazioni. L’amministrazione carrarese ha optato per una detrazione unica di 140 euro per l’abitazione principale, non differenziata per valore dell’immobile o per la consistenza del nucleo famigliare. E a ancora a differenza di Massa, ha previsto che l’inquilino in affitto versi la Tasi nella misura del 10%.

Le entrate previste per Carrara sono di 5,75 milioni di euro, 800mila euro in meno rispetto a Massa (che ha una popolazione maggiore); somme che andranno a coprire solo per poco più del 60% i costi dei servizi indivisibili, che per Carrara arrivano a 9,5 milioni.

Quadro ancora diverso – per ampliare il raffronto – a Viareggio, dove l’aliquota prima casa è all’1 per mille, non ci sono detrazioni per la prima casa, non vi è alcuna imposta aggiuntiva sulle seconde case e non è prevista la compartecipazione dei privati.

Claudio Figaia

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