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Tornano i cavalli vicino all’aeroporto e scoppia la polemica

Tornano i cavalli vicino all’aeroporto e scoppia la polemica

Gli Arancioni: «Non c’è una nuova convenzione e i gestori non hanno titolo per concedere terreni»

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CINQUALE. Tutto pronto, o quasi, per la pista dei cavalli al trotto, all’interno dell’aeroporto di Cinquale. La notizia ha dell’incredibile soprattutto per chi ricorderà che l’ex sindaco di Massa Roberto Pucci, con la sua amministrazione, aveva intrapreso una dura battaglia contro la pista abusiva che faceva trottare i cavalli a poche decine di metri dal Pegaso, elisoccorso del servizio sanitario, e dai voli di aerei turistici. Pucci firmò l’ordinanza di sgombero, furono anche sequestrati alcuni calessi, il proprietario della pista da trotto fece ricorso al Tar, ma la sentenza diede ragione al comune e di quel progetto non se ne seppe più nulla. Fino ad oggi, quando il gruppo consiliare degli arancioni decide di scoperchiare la pentola e scopre che l’iter per la pista da trotto è andato avanti illegittimamente per tutta l’estate, visto che già si vede la recinzione che chiuderà il percorso dei cavalli.

La pista del trotto. Lavori all’interno dell’aeroporto non è che siano del tutto impediti, ma nel caso specifico non c’è stato bando di gara e neanche gara a chiamata o ad affidamento diretto, perché l’appalto è stato curato dall’aeroporto, come soggetto gestore. «Peccato che- spiega il consigliere Fabrizio Brizzi- l’aeroporto non aveva titolo per dare il via ai lavori, né per decidere di concedere a terzi una parte di terreno per usi che non siano di competenza dell’aeroporto. E il trotto dei cavalli non credo lo sia».

In vigore, inoltre, c’è ancora la vecchia convenzione firmata tra comune e aeroporto ( ai tempi di Pucci) in cui si parla di incompatibilità tra l’attività dell’aeroporto e qualsiasi altra attività che non sia l’elisoccorso. Pareri tecnici, inoltre, secondo gli arancioni non ce ne sono. Nessun ufficio del comune avrebbe avallato la pista da troppo, «eppure- sostiene Brizzi- per un intervento del genere ci vorrebbe come minimo un cambio di destinazione d’uso. Ma qui si bypassa anche la normativa».

Lanci col paracadute. E se si parla di attività incompatibili, subentra la seconda novità che riguarderà l’aeroporto di Cinquale: i voli con il paracadute. «Una delibera come quella emanata dall’amministrazione nei giorni scorsi- continua Brizzi- è illegittima e incompatibile con il contratto che lega l’aeroporto di Cinquale al comune di Massa, in cui si prevede sia una base di emergenza. A Latina, non molto tempo fa, autorizzazioni di questo tipo furono immediatamente rimosse per motivi di sicurezza». Anche sui voli col paracadute, le cronache ricordano assemblee infuocate tra i sostenitori e l’allora sindaco Pucci che non indietreggiò mai di un passo, impedendo che le due attività, di soccorso e di lancio, potessero creare disagi e problemi.

«Forse nessuno si rende conto- spiega Brizzi- che il Pegaso non ha orari precisi in cui si deve alzare in volo, e se per caso in quel momento ci fosse una esercitazione di paracadutisti? Cosa facciamo? Li avvertiamo in aria, ritardiamo Pegaso? Rischiamo che nell’area di volo qualcuno si faccia male?».

Favori a chi?. Tecnicamente gli arancioni hanno le carte per dimostrare che sia i lavori alla pista da trotto sia i lanci con il paracadute non sono attività compatibili con l’aeroporto e non hanno le pezze d’appoggio per potersi ritenere legittime. Ma c’è anche un aspetto politico: «Dicevano che noi eravamo una giunta clientelare- conclude Brizzi- ; io non dico questo di loro. Però consto che questi due provvedimenti faranno molto piacere ad alcune persone direttamente interessate, alcune molto vicine al Pd, altre che si sono spese apertamente per la campagna elettorale di Alessandro Volpi. È ora di dire alla cittadinanza che qui di puri e vergini della politica non ce n’è».

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