Italia
Territorio unico e fragile confronto per difenderlo
Sala consiliare gremita alla presentazione del nuovo regolamento urbanistico La potenziale installazione di una centrale a biomasse preoccupa i pontremolesi
PONTREMOLI. Un primo passo per coinvolgere la popolazione verso la stesura del nuovo Regolamento urbanistico. Queste le motivazioni dell’incontro che si è tenuto a palazzo cComunale con la presenza di un notevole gruppo di cittadini, tanto che alcune persone hanno dovuto assistere all’incontro in piedi. Un’assemblea in cui sono state esposte le basi tecniche che saranno da guida alla compilazione del nuovo regolamento ma non sono mancati anche alcuni momenti di polemica e tensione, soprattutto quando alcuni cittadini hanno riportato l’attenzione sulla vicenda delle potenziali installazioni di impianti a biomasse.
Dopo l’introduzione del vice sindaco e assessore all’urbanistica, Piercamillo Cocchi, che ha ricordato come con il Regolamento urbanistico si pongano sulla carta le scelte definite dal Piano strutturale approvato dal consiglio comunale nel luglio 2013: «Il Regolamento urbanistico è lo strumento che disciplina le trasformazioni e gli usi ammessi in ogni porzione del territorio comunale. Scrivere il primo Regolamento – ha sottolineato Cocchi - vuol dire disegnare la nostra città, avere una visione di quello che sarà la Pontremoli di domani. Per farlo, andando oltre i tecnicismi, è necessario conoscere i bisogni e le esigenze attuali della popolazione».
La parola è poi passata all’architetto Raimondo Gramigni, tra i curatori della stesura del Piano strutturale, che ha evidenziato come le priorità che il nuovo regolamento urbanistico vuole portare avanti sono in sostanza due: da un lato la difesa e la valorizzazione dell’esistente, sia sul piano naturalistico che storico-culturale, e dall’altro la riqualificazione delle aree degradate: «Ci troviamo di fronte a un territorio fragile ma allo stesso tempo ricco di unicità e di forte identità. Difendere la fragilità e valorizzare le sue ricchezze è il compito di questo regolamento, assieme alla volontà di dare una prospettiva per il futuro».
L’architetto Corrado Lattanzi, membro della Commissione paesaggistica del Comune, ha voluto ricordare come «il regolamento urbanistico non è qualcosa che viene imposto alla popolazione. Ma deve rappresentare un punto di sintesi per favorire lo sviluppo della città».
Sullo stesso concetto si è snodata la riflessione dell’ingegnere Roberto Bertolini, responsabile del Servizio urbanistica: «Il nostro territorio lo abbiamo ricevuto in prestito dai nostri figli – ha evidenziato proponendo un proverbio Masai – quindi tutti noi abbiamo la responsabilità del territorio. Abbiamo visto che cosa vuol dire costruire in luoghi e con metodi sbagliati. Quidi è importante che questo regolamento sia fatto e sia fatto bene per noi ma soprattutto per le generazioni future».
Si sono poi susseguiti gli interventi dei cittadini che, in particolare come ricordato all’inizio, hanno manifestato paura sulla potenziale realizzazione di un impianto a biomasse e che su questi aspetti il Piano strutturale già approvato sia poco stringente, imponendo controlli più serrati per quanto concerne altre forme di energia rinnovabile. L’architetto Lattanzi ha ricordato che su queste tematiche il Piano strutturale ha delle regole imposte da norme regionali e che «il regolamento urbanistico può essere il contesto in cui inserire regole più serrate», mentre l’architetto Raimondi ha ricordato che il piano strutturale prevede comunque regole ben precise sulla difesa della qualità dell’aria e che la tempistica per la realizzazione del regolamento, dopo questo primo dibattito sono previsti altri incontri in cui l’amministrazione raccoglierà le osservazione e i suggerimenti dei cittadini.
Tra fine anno e inizio 2015 si dovrebbe avere una prima bozza del piano che sarà presentata alla cittadinanza con un nuovo percorso di discussione. Verso l’estate 2015 si dovrebbe avere l’adozione da parte del consiglio del Regolamento, che resterà in osservazione per 45 giorni per eventuali interventi. Dopo quel termine ci sarà l’adozione definitiva.
Riccardo Sordi
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