Sicurezza
Nuovi lavori antierosione, il Comune si tira indietro
Polemiche sul progetto per l’intervento da 22 milioni, a destra del Frigido, Il sindaco: forse se ne occuperà ancora la Provincia, aspettiamo le elezioni
MASSA. Perché il Comune non assume la direzione dei lavori anti-erosione? Cosa succederà con l’elezione dei nuovi organi provinciali? Di chi sarà la competenza sull’arenile?
È ciò che si è chiesto la commissione comunale lavori pubblici, durante l’ultima riunione, a cui hanno partecipato anche il sindaco Alessandro Volpi e il responsabile del settore, l’ingegner Fernando Della Pina. La fase d’altronde è più delicata che mai. Dopo milioni di euro investiti, alcuni dei quali letteralmente gettati in mare - parliamo del progetto dei geotubi - a breve terminerà la prima parte di interventi sulla costa e si aprirà una partita ancora più importante: quella dei lavori alla destra del Frigido, lato Carrara, il lotto in cui gli interventi erano bloccati perché l’area ricadeva nel Sin (Sito di interesse nazionale) e per il quale è previsto un finanziamento da 22 milioni di euro, 11 dei quali dalla Regione e 11 dallo Stato. Il fatto, però, che la competenza sull’arenile - e quindi la gestione dei lavori - rimanga in mano ad un ente «praticamente inesistente», come la Provincia, preoccupa i commissari che a gran voce hanno chiesto al sindaco di farsi avanti.
«Questo è il secondo appalto più grande del territorio, dopo quello dell’ospedale – - commenta il presidente dalla commissione, Simone Ortori, di Led(Libertà e diritti) – ed è in mano a un ente che è in fase di definizione. Il Comune inoltre è l’ente più vicino ai cittadini e non capiamo cosa aspetti a prendersi in mano la direzione dei lavori anti -erosione». Un altro aspetto “preoccupante”, sollevato dal consigliere Giorgio Raffi (Pd), è il fatto che dello studio, realizzato ormai dieci anni fa dall’Università di Bari sul quale è stato creato il progetto originario, si sia persa traccia. «Chiediamo da anni di visualizzarlo - commenta Raffi - e non siamo mai riusciti a capire che fine abbia fatto. Vorremmo capire anche noi su che studi hanno basato un progetto che in parte si è dimostrato fallimentare». Secondo il primo cittadino, tuttavia, questo non è il momento giusto per un eventuale passaggio di testimone. «Il Comune è stato coinvolto nei lavori sulla costa dalla Regione per un piccolo lotto al Magliano - spiega Volpi -ma la competenza rimane, per il momento, di natura provinciale. Sarebbe controproducente, adesso, a lavori avviati, subentrare alla Provincia nella gestione. Anche perché si apre adesso una fase istituzionale nuova che potrebbe ridefinire le competenze». Il 12 ottobre, infatti, ci sarà l’elezione della nuova Provincia: 219 consiglieri comunali e 17 sindaci del territorio sceglieranno il nuovo presidente (tra i primi cittadini) e il nuovo consiglio provinciale, che verranno affiancati da un’assemblea dei sindaci con funzioni propositive e di controllo - i voti saranno ponderati, in base alla popolazione del proprio comune. Nascerà quindi un “nuovo” ente di secondo livello, le cui funzioni e competenze potrebbero essere riviste, anche quelle sull’arenile.
«Dovremo capire - continua Volpi - se le competenze in materia di arenile verranno trasferite ai Comuni, per cui non ci saranno più dubbi su chi deve svolgere i lavori. In questo caso il Comune di Massa diventerebbe titolare di 22 milioni di euro di finanziamento per il primo lotto, quello dal Frigido verso la Partaccia, che poi è il più importante. Oppure potrebbe rimanere in mano alla Provincia». A dieci anni dalla stesura del progetto, quindi, ancora non è chiaro chi, come e quando inizieranno i lavori. Si sa solo che la Provincia terminerà i lavori già realizzati (dal Frigido verso Viareggio) con l’ottavo pennello, l’allungamento delle scogliere e un ultimo ripascimento. Mentre il Comune, a cui è stato affidato un terzo mini-lotto, al Magliano, procederà con una seconda e ultima parte dei lavori: la chiusura ad elle della scogliera. Dopodiché inizierà la prova del nove. «È solo a lavori terminati che possiamo capire se funzionano - chiosa il sindaco – anche se il riscontro sembra positivo. Ai Ronchi, che era la zona più danneggiata dall’erosione, il mix sabbia e ghiaia ha retto alle mareggiate. È possibile che gli effetti si siano spostati più a sud, ma si attenueranno con i nuovi interventi».
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