Sicurezza
Asili nido, un “fiore all’occhiello” Ma 31 bambini restano fuori
Ma il Comune conta di azzerare le liste di attesa pagando voucher alle famiglie per le strutture private Rette invariate, si paga in base al reddito. L’assessore Fiori: «Iscrizioni in continuo aumento»
MASSA. Aprono gli asili nido comunali, ma molti bimbi restano fuori. Anche quest’anno le liste di attesa, infatti, sono lunghe. In particolare per quanto riguarda i semidivezzi, ossia i bambini fra i 12 e i 24 mesi: sono 31 quelli ancora in attesa di un posto, nonostante le attività siano iniziate il primo settembre. L’amministrazione comunale punta ad azzerare le graduatorie entro dicembre, ma intanto rimane fermo un punto: le liste di attesa sono ormai un fenomeno endemico, che, però, può essere letto con una lente – in parte – positiva.
«I nostri asili nido – dice l’assessore all'istruzione, Mauro Fiori – sono eccellenze e lo dimostra il feedback delle iscrizioni. Le liste di attesa sono una costante, ma ogni anno l’amministrazione riesce a smaltirle in pochi mesi». I nidi di infanzia comunali sono “solo” sei: l'Aquilone e l'Arcobaleno in via Turati a Massa, che hanno rispettivamente 38 e 42 posti; la Giostra a Ortola che ha 42 posti più la sezione aggiuntiva Primavera con altri 15 posti; La Mimosa in via Fiume a Marina che può tenere fino a 42 bimbi; il Girotondo in via Silvio Pellico a Massa altri 30; il Cavaluccio 20 posti, con la sezione aggiuntiva Girotondo altri 15, in via Esperanto a Marina. Ma mentre negli altri comuni della Toscana le iscrizioni agli asili nido diminuiscono di anno in anno, come effetto forse anche della crisi economica e dell'assenza di lavoro, a Massa, che pure è nell’area toscana con il più alto tasso di disoccupazione – aumentano. E il risultato è un ingolfamento nell'accesso.
Quest'anno le domande di iscrizione alle sezione dei divezzi (24-36 mesi) sono state 97 e, grazie anche alla possibilità di poter anticipare l'iscrizione alla materna per quelli che compiono i 36 mesi nel corso dell'anno, sono stati iscritti tutti. Quindi la lista di attesa è stata azzerata. Quasi azzerata anche quella per i lattanti (fino a 12 mesi) dove le domande sono state 59 su 57 posti a disposizione.
Più problematica, dicevamo, la fascia intermedia. Inizialmente – fa sapere Fiori – erano 71 i bambini rimasti fuori, 40 dei quali sono stati iscritti nella sezione dei divezzi. Con questo “gioco delle sedie” sono rimasti in attesa di un posto 31 bambini. L’amministrazione tuttavia conta di azzerare le liste entro fine anno. Come? Attraverso la distribuzione (a chi fa domanda) di buoni che la famiglia può utilizzare per l'iscrizione del figlio negli asili nido privati accreditati. Ci sono due tipi di sconti: quelli comunali, che sono buoni di 250 euro (ce ne sono 15 a disposizione) e i buoni servizio regionali, la cui quantità però non è ancora definita. Le rette per quelli comunali, in ogni caso, sono rimaste invariate rispetto al 2013 e, come sempre, divise per fasce di reddito. Sono le seguenti: prima fascia 44,88 euro di quota fissa mensile per situazioni socio economiche svantaggiate segnalate dai servizi sociali; 66 euro di quota fissa mensile più 2,33 euro al giorno per le famiglie fino a 6.200 euro di Isee;86 euro di quota fissa più la quota giornaliera, da 6.2001,00 a 10.500 euro di Isee; 110 euro più quota giornaliera da 10.501 a 14.500 euro di Isee; 140 euro più quota giornaliera da 14.501 a 18.500 euro di Isee; 190 euro più quota giornaliera, oltre i 18.500 euro di Isee.
Melania Carnevali
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