Gioco
«Io l’ho aiutato e gli ho dato da mangiare, ma adesso quel clochard mi perseguita»
La storia di Patrizia, punita per la sua generosità. L’uomo l’ha aggredita su un bus
MASSA CARRARA. Lo aveva visto un po’ sporco e con il viso scavato; anche la sua ragazza, nonostante i vent’anni, non se la passava bene. Del resto la vita da clochard non è facile per nessuno. Così Patrizia, una cinquantenne apuana, mossa a compassione di quelle due persone, una sera ha preparato la cena anche per loro. Niente di eclatante, quanto basta per riempirsi un po’ lo stomaco. Ma la gentilezza non è stata ripagata, anzi le si è ritorta contro perché quell’uomo, poco più che quarantenne, ha iniziato a mettere brutte voci nel quartiere sul suo conto e soprattutto a perseguitarla. Inspiegabilmente.
La aspettava alla fermata del bus e quando la vedeva attaccava a urlare ogni genere di insulto. Così Patrizia è andata dalla polizia a raccontare quello che stava accadendo: gli agenti le hanno consigliato di aspettare prima di fare denuncia, ma hanno preso la segnalazione. Credevano che tutto potesse terminare in quel modo; il clochard però non si è certo fermato. Anzi, saputo della segnalazione ha aggredito la donna: è salita sul suo stesso bus e l’ha afferrata per un braccio. «Me lo ha girato all’indietro. Il dolore è stato davvero tanto. Per fortuna un signore che era a bordo del pullman è corso in mio aiuto e lo ha spinto fuori dopo avermi liberata da quella presa», racconta lei. All’ospedale la prognosi è stata di dieci giorni, solo adesso Patrizia ricomincia a muovere l’arto. E ha presentato denuncia, stavolta formalmente, ai carabinieri: «Non chiedo tanto - ci racconta -, spero solo che la vista delle divise lo spaventi un po’ e che mi lasci vivere la mia vita. Come facevo prima di conoscere lui». E pensare che durante quella cena era stato davvero carino e gentile, così come la sua ragazza.
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