Giubilaro e il buco Asl «Rossi si ricandida? Mi fa molto piacere»
Il procuratore capo non replica al governatore «È indagato, ma noi perseguiamo i reati e non le carriere»
MASSA. «Il presidente della Regione Enrico Rossi si ricandida? Mi fa davvero piacere. Ma perché mi dà questa notizia? Cosa c’entro io...». Il procuratore capo Aldo Giubilaro usa l’arma dell’ironia e fa finta di non sapere nulla delle dichiarazioni del governatore, che ha annunciato di chiedere agli elettori di riconfermarlo anche in caso di rinvio a giudizio per la vicenda del buco dell’Asl apuana. Inchiesta che è in mano a Giubilaro e al sostituto procuratore Alberto Dello Iacono. «Noi perseguiamo dei reati, mica vogliamo intralciare carriere. Né politiche né di nessun altro genere. Di più non posso dire se non che stiamo lavorando e che arriverà anche il momento in cui dovremo tirare le somme. E vi anticipo anche la prossima domanda: i tempi non li posso quantificare in questo momento».
A differenza di Giubilaro, invece, Rossi ha detto parecchio dell’indagine e della sua intenzione - su specifica richiesta dei giornalisti - di candidarsi nuovamente alle regionali della Toscana. «L’inchiesta sulla Asl di Massa non influisce sulla mia ricandidatura a governatore della Toscana. Sono state fatte tutte le verifiche e noi siamo in una botte di ferro da questo punto di vista. Ed è certo che mi ricandido anche con un rinvio a giudizio». Il governatore è stato iscritto nel registro degli indagati per falso ideologico nella vicenda del buco dell’azienda sanitaria apuana. Rossi, a margine della seduta del consiglio regionale sulla riforma elettorale, è entrato nello specifico dell’inchiesta. «Il generale della guardia di finanza Giuseppe Vicanolo (ex comandante delle fiamme gialle in Toscana) ha detto che la vicenda dell’Asl di Massa è unica. Io stesso ho denunciato la questione alla procura, all’ pinione pubblica, alla corte dei conti e le indagini svolte hanno dimostrato che i nostri bilanci sono sani. Per il resto tocca alle procure determinarsi e aspettiamo che decidano quanto opportuno».
Tutte parole che la procura di Massa non vuole commentare.
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