Il Tirreno

Buffoni ai cittadini: «La discarica ex Viti non è in discussione»

di Melania Carnevali
Buffoni ai cittadini: «La discarica ex Viti non è in discussione»

Urla e scambi di accuse nel consiglio sull’amb iente Sui cattivi odori: sono le canne marce nel Lago di Porta

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MONTIGNOSO. «Questa discarica, caro sindaco, è una bomba ad orologeria con cui dovranno fare i conti i suoi nipoti. Lei sta giocando con la salute pubblica dei suoi cittadini».

A parlare è Piero Gianfranceschi, uno dei tanti cittadini che, mercoledì sera, hanno partecipato al consiglio comunale. Una convocazione straordinaria, voluta dalla minoranza, per parlare di ambiente a 360 gradi. La particolarità era l’apertura agli interventi del pubblico - richiesta a gran voce dall’opposizione e concessa dal primo cittadino, Narciso Buffoni, che è anche il presidente del consiglio comunale - che ha portato a un accalorato e quasi infinito dibattito.

Oltre quattro ore di discussione a toni accesi, durante la quale sembrava essersi aperta una partita di tutti contro tutti: minoranza divisa, cittadini che si scagliavano contro il sindaco, opposizione che lanciava accuse al vetriolo alla giunta e primo cittadino che rimandava al mittente le accuse. A dimostrazione del fatto che la tematica era sentita.

All’ordine del giorno, infatti, c’erano: rendiconto dell’attività svolta dalla commissione di controllo della discarica di ex cava Fornace; il dibattito sul progetto di Programma Ambiente Apuano per la realizzazione del depuratore e la proposta di un maggior controllo delle acque superficiali e dei sedimenti dei corsi d’acqua contigui alla discarica che alimentano il Lago di Porta; discussione sulle discariche abusive nel territorio comunale; infine il dibattito sul piano di attuazione dell’area industriale, dove, secondo i piani, sarebbe dovuta nascere una zona verde, che ancora, però, non è stata realizzata.

Tematiche ambientali che si legano tutte quante a una questione molto sentita dai cittadini: la salute pubblica. Per questo hanno partecipato in numerosi, c’erano gli ambientalisti, ma anche semplici cittadini, uomini, donne e alcuni giovani. Il termometro del dibattito è, quindi, schizzato - nemmeno a dirlo - sulla discarica di ex cava Fornace.

I cittadini presenti ne hanno chiesto la chiusura. Preoccupa il fatto che sia situata non molto distante da un centro abitato, preoccupa il materiale che viene scaricato (marmettola, amianto...), ma preoccupa soprattutto perché «è pur sempre una discarica».

«Passeremo alla storia come la generazione che ha messo una bomba ecologica nel giardino - dice un cittadino, Dino Cagetti - Perché ci obbligate a svendere le nostre per case per andarcene via lontano da quel posto inquinato? Perché non ci va lei sindaco a vivere sotto la discarica, a respirare quell’odore nauseante che si sente ogni sera quando si alza il vento?».

«Io sarei disposta anche a mettere i soldi che servono per far chiudere quella discarica - urla una signora dalla sala - se sono i soldi che vi mancano. Ma non la voglio più vicino casa».

«Sei solo un millantatore incapace di amministrare. Ci state ammazzando», grida un altro.

Ma il primo cittadino risponde a tono: «Parlate senza sapere quello che state dicendo - commenta - Gli odori vengono dalle canne del Lago di Porta che marciscono in acqua. La discarica come strumentalizzazione politica non funziona più, dovete smetterla di parlarne. L’ambiente va governato- prosegue Buffoni- non vissuto in maniera romantica. Come quando si parla di rifiuti zero, cosa facciamo? Li mangiamo i rifiuti?». Anche l’ipotesi che il depuratore della discarica sversi le acque nel Lago di Porta preoccupava i cittadini, ma mercoledì sera sono arrivate le smentite: le acque verranno immesse in un circuito fognario.

Per quanto riguarda le discariche abusive, poi, l’assessore ai lavori pubblici, Gianni Lorenzetti, ha fatto sapere che ne rimane una sola da bonificare, quella presso la ex ditta di Aldovardi e Freo, perché richiede un investimento di diversi milioni di euro che il Comune non ha.

«Le altre sono state smaltite - commenta - e, con il sistema di videosorveglianza, si dovrebbe prevenire l’abbandono di materiale ingombrante». Anche qui, un sospiro di sollievo da parte dei cittadini, che, tuttavia, se ne sono andati con l’amaro in bocca. Il primo cittadino, Narciso Biuffoni, infatti, è stato chiaro: la discarica di ex cava Fornace, il vero cruccio dei cittadini, non si tocca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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