Attenzione
Timori sulle concessioni
Ricci: attenti anche alla legge 78. Bienaimé: dubbi sulle gare
CARRARA. Sul piano paesaggistico la consigliera Claudia Bienaimé pensa che la filosofia del piano guardi molto avanti, ma poggiando su leggi dello Stato che partono dal 1939. «Il piano comunque si può migliorare e correggere». L’obiettivo, a suo giudizio, è evitare ciò che può distruggere il paesaggio: «Come si può sostenere che l’escavazione non abbia qualche influenza sul bacino idrico?».
Per il vice sindaco Andrea Vannucci, il piano deve essere scritto in termini comprensibili, e ci sono parti da rivedere. Occorre chiarire meglio le norme di salvaguardia, ha detto, aggiungendo che in questo periodo, dell’arenile (nel contesto del Pit) si è parlato poco».
Il presidente della cooperativa Gioia, Anselmo Ricci ha anche fatto una digressione dal piano paesaggistico, parlando della riforma della legge regionale 78, che riguarda l’ordinamento delle cave: «Mi spaventa un aspetto: occorre stare attenti a valutare bene l’orientamento secondo il quale le cave devono essere lasciate a parametro zero a coloro che subentrano». Ha in pratica fatto riferimento alle previste gare a scadenza delle concessioni, che rischiano di passare di mano senza che vengano considerate le migliorie che l’imprenditore uscente può avere fatto nel corso degli anni di concessione, investendo anche sotto il profilo ambientale (bonifiche) e nell’ammodernamento dei mezzi di lavoro.
La consigliera Bienaimé ha sollevato una perplessità: sulla opportunità delle aste, o delle gare per riassegnare le cave. «Siamo sicuri che siano obbligatorie le gare?».(c.car.)
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