Sicurezza
Spariti tutti i mendicanti ma c’è l’ombra del racket
Arrivano a gruppi in furgone o in treno e alcuni sono molto molesti Il sindaco difende il divieto all’accattonaggio: plauso dai commercianti
PONTREMOLI. Non c'era neanche un mendicante ieri mattina a Pontremoli che chiedesse l'elemosina nel centro storico, eppure era giorno di mercato, il contesto di solito preferito da decine di disperati, in cerca di denaro. Secondo il sindaco Lucia Baracchini il merito è stato dell'ordinanza anti accattonaggio, entrata in vigore lunedì mattina; per l'opposizione e parte dell'associazionismo cittadino, invece, tutto nella norma, visto che il fenomeno non è mai stato rilevante, quasi inesistente. Non vogliono chiamarlo racket quelli dell'amministrazione pontremolese, ma quando ci spiegano cosa avviene in città, il concetto non si discosta poi di tanto: la maggior parte dei mendicanti che in questi mesi ha invaso la città, non sono poveri, forse non sono neanche invalidi e probabilmente qualcuno li sfrutta.
Il denaro, probabilmente, non arriva a famiglie povere e bisognose ma ai loro padroni. L'amministrazione ha imparato a riconoscere tre, quattro, diversi gruppi che arrivano da diverse parti del territorio, Massa, Parma, La Spezia: un gruppo con un furgone, guidato da un autista che scarica sette persone, forse sinti, alle porte della città e poi li viene a riprendere; un altro gruppo, nigeriani e senegalesi, arriva in treno da Parma, un terzo arriva in auto, anche alcune Mercedes e sono rom. Ognuno ha il suo posto in piazza e fuori dalle vetrine dei negozi. Cercano di non darsi fastidio tra di loro. Alcuni sono molesti, insistenti e ci sono state velate minacce, strattonamenti, insulti. I commercianti preferiscono non apparire direttamente, sia per la paura di ritorsioni da parte di questi gruppi organizzati, sia per evitare la cattiva pubblicità. Anonimamente, però, confermano tutti: «Entrano in negozio, cappellino in mano o palmo aperto, si mettono dietro chi sta comprando, mentre sta pagando, mentre mangia o beve un caffè. Non si riesce a farli uscire, finché non hanno guadagnato almeno 10 euro»; «Aspettano l'orario di chiusura dei negozi stando dentro; lo fanno con le titolari donne o le commesse e a volte abbiamo avuto paura di ritrovarceli anche fuori»; «Una volta mi hanno seguito dal negozio fino all'auto, e ho dovuto minacciare di urlare»; «Chiedono l'elemosina, ma ti mettono anche le mani addosso»; «Li vedo che, dopo la carità, entrano a ricaricare la prepagata con centinaia di euro, oppure dopo aver racimolato 5, 10 euro comprano gratta e vinci».
La polizia municipale ieri na li aspettava, perché con l'ordinanza può agire liberamente, identificare questi soggetti e allontanarli. Ma il furgone non ha scaricato, le Mercedes non hanno parcheggiato e anche dai binari non sono scesi mendicanti. Rispetto delle regole o paura?. «Basta col finto buonismo- commenta il sindaco Baracchini- ; tutti abbiamo una coscienza e una sensibilità, ma quando si deve pensare al benessere dei nostri cittadini, alla fine va usato il cervello. La libertà di chiedere l'elemosina non deve invadere la libertà di chi non vuole farla».
Il sindaco però è costretto a difendersi da attacchi di ogni genere: il Pd all'opposizione è agguerrito, anche perché nell'ordinanza si parla non soltanto di accattonaggio molesto, ma di ogni tipo di elemosina chiesta davanti a chiese, piazze e spazi pubblici del centro. «I nostri vigili useranno la testa- dice l'assessore Manuel Buttini- ; sappiamo che fare multe a chi non ha niente non avrebbe senso; l'ordinanza vuole colpire i finti poveri, ma non negheremo mai aiuto e assistenza a chi ha realmente bisogno».
Manuela D’Angelo
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