Gioco
Funghi, nascita zero la Lunigiana perde un polo di attrazione
L’estate falcidiata da pioggia e freddo ha bloccato la nascita solo gran quantità di «galletti» ma gli esperti sono ottimisti
PONTREMOLI. Raccolta funghi: annus horribilis.
I fungaioli che aspettano con ansia il cambio del calendario da agosto a settembre, per poter dare libero sfogo alla loro passione lungo i boschi della Lunigiana, fino a questo momento sono rimasti, se non a bocca asciutta, quantomeno delusi con i cesti di vimini che restano semivuoti dopo l’infruttuosa cerca.
Insomma, per ora sembra rimandata a data da destinarsi la felicità dei ricercatori professionisti e occasionali, locali e forestieri che abitualmente si calano a frotte dalla Costa e dalla confinante Emilia per “dare la caccia” all’ambito frutto del bosco.
Questo nonostante le piogge agostane non siano state davvero scarse e sulla carta avrebbero dovuto favorire la nascita dei tradizionali protagonisti dei nostri boschi. Ma se l’acqua non è mancata è invece stato latitante quello che, assieme all’umidità, è il principale componente che contribuisce alla crescita dei funghi, ovvero il sole. Infatti, ci spiegano alcuni appassionati cercatori, è importante che dopo la pioggia seguano alcune giornate di sole pieno in modo che il terreno possa ribollire e favorire il proliferare delle muffe.
A dare il colpo di grazia a questo inizio di stagione non entusiasmante, ci ha pensato la fredda tramontana che è calata nello scorso fine settimana, vento che per il fungaiolo è sinonimo di pochi funghi visto che ne compromette la nascita asciugando il terreno in breve tempo. Pochi e, per somma delle beffe, anche non molto sani, secondo la saggezza popolare per motivi legati alle fasi lunari.
Ma se per ora di porcini se ne trovano pochi a rimediare in parte la stagione, ci pensano i galletti. Infatti questa tipologia di fungo che “gode a sguazzare nell’acqua tiepida”, come raccontano con simpatia gli esperti cercatori, colora con il suo giallo intenso i boschi della Lunigiana.
Insomma patate e funghi (il piatto tradizionale che si realizza con i galletti) in attesa di poter mettere le mani sul più ambito porcino.
Ma nonostante questo inizio di stagione non positivo non manca l’ottimismo tra i cercatori (ma potrebbe non essere così?
«Essere raccoglitori di funghi è quasi una fede e l’ottimismo è una delle armi principali che il fungaiolo porta sempre con sé» dice un esperto fungaiolo pontremolese che, interpellato sull’argomento, fornisce la sua opinione, pretendendo però di non essere menzionato. Forse per la scaramanzia e il riserbo tipico della categoria.
Infatti sembra che qualcosa si stia muovendo e in questi giorni la temperatura ideale si sta mescolando con la giusta quantità di umidità.
Insomma se tutto va come ci si augura, sembra che il bosco sia pronto a breve a dare il meglio di sé. Fungaioli avvisati.(r.s.)
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