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La Cgil: con i cavatori noi ci siamo tutti i giorni

La Cgil: con i cavatori noi ci siamo tutti i giorni

Il sindacato: abbiamo lasciato che le Rsu decidessero l’astensione dal lavoro La Fita Cna: la tragedia è sempre dietro l’angolo, ma non poteva essere calcolata

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CARRARA. «Il sindacato c’è. A fianco dei lavoratori e alle cave ci siamo ogni giorno e abbiamo già fatto parecchie cose. Senza proclami, quelli non ci interessano e li lasciamo a altri».

Roberto Venturini della Fillea Cgil non ci sta a essere tirato per la giacchetta dai lavoratori che hanno lamentato l’assenza del sindacato di fronte alla morte, in cava, del camionista di 32 anni Yuri Llanaj.

«Nella polemica io non voglio entrarci - mette in chiaro il segretario della Fillea - Sulla questione della sicurezza noi ci siamo tutti i giorni. E, proprio al Battaglino, nel pezzo di strada che dalla Piastra porta su a Lorano, abbiamo fatto due manifestazioni con tanto di blocco stradale».

Insomma Venturini rivendica il ruolo del sindacato nelle grandi battaglie per la sicurezza in cava. «Solo pochi mesi fa - continua Venturini - abbiamo inviato una lettera al Comune in cui chiediamo, alla vigilia dell’autunno e della stagione delle piogge, di fare interventi di manutenzione necessari nella strada al Battaglino». Alle dichiarazioni del segretario della Fillea fa seguito una nota, ufficiale, della Cgil. «È con grande rammarico che ci troviamo a confrontare con l'ennesima tragedia in cava, sono anni che denunciamo le condizioni di rischio nelle quali spesso si trovano ad operare i lavoratori all'interno dei bacini marmiferi e proprio per la strada interessata al tragico incidente abbiamo effettuato già due blocchi stradali e chiesto all'amministrazione di farvi transitare solo mezzi trazionati- si legge nella nota - Abbiamo altresì ritenuto, per evitare qualsiasi forma di speculazione, di aspettare qualche giorno prima di uscire pubblicamente, una forma questa di rispetto nei confronti della tragedia che ha riguardato Yuri Llanaj. Far nascere dai luoghi di lavoro e dalle Rsu forme di sciopero spontaneo ci è sembrato il modo migliore per esprimere tutta la nostra vicinanza alla famiglia e per dimostrare la grande sensibilità nei confronti del tema della sicurezza nei luoghi di lavoro».

Sulla vicenda interviene anche la categoria dell’autotrasporto dell’associazione Fita Cna. «In cava ogni errore può essere fatale. Lo sappiamo dal primo giorno in cui saliamo su un camion e puntiamo la bussola verso il monte». Non entra nel merito della dinamica che è costata la vita al 32enne Juri Llanj, per Cna Fita questo non è il momento per i processi, ma per il rispetto ed il silenzio. «Perdere la vita mentre si tenta di guadagnarsi da vivere è una ingiustizia. Le tragedie - parla a nome della categoria Massimo Ricci, Presidente Cna Fita - devono spingerci a migliorare ancora di più le condizioni di sicurezza in cui operiamo consapevoli però che il rischio zero non esiste per chi fa questo mestiere. Ho letto tante affermazioni e tante congetture in questi giorni: lasciamo lavorare gli inquirenti per accertare la dinamica. E poi analizziamo e parliamo. Una volta accertati come sono andati i fatti cerchiamo di capire dove possiamo intervenire per evitare che giornate come quelle di sabato si ripetano ancora».

«I camion - si chiude la nota - sono all'avanguardia, la strumentazione aiuta moltissimo ed anche la cultura della sicurezza. La tragedia è dietro ogni angolo. Quella non si può calcolare purtroppo».

(a,v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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