Il dolore
L’ottobre “caldo”: bollette Tari e Tasi
Debutta la tassa sui servizi indivisibili. L’assessore: niente stangate, in genere sulla prima casa si paga meno dell’Imu 2012
CARRARA. Arriva l’autunno “caldo” delle bollette: Tari (tassa sui rifiuti ex Tares), Tasi (tassa sui servizi indivisibili) e Imu (tassa sugli immobili).
Sulla Tari per ora i carraresi hanno pagato due rate su bollettini inviati direttamente dal Comune: le due scadenze sono state a giugno (quando si è versato il 35% dell’imposta che era stata richiesta nel 2013) e il primo settembre (un altro 35% come la precedente rata). La prossima scadenza sarà il 31 ottobre: l’ufficio comunale dei tributi sta predisponendo l’invio dei bollettini e questi rappresentano il restante 30% rispetto allo scorso anno, più il conguaglio. Ma secondo l’assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli, «non si può parlare di stangata. Più o meno i contribuenti pagheranno come nel 2013».
Dapprima il decreto Salva Italia aveva introdotto la Tares (ex Tarsu), il tributo comunale sui rifiuti e servizi indivisibili e poi la legge di stabilità 2014 ha sostituito la Tares con la Tari, che è entrata in vigore il primo gennaio di quest’anno, per finanziare i costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, e deve pagarla chiunque a qualsiasi titolo occupi o detenga locali, indipendentemente dall'uso che ne fa.
In ottobre, con scadenza il 16, si dovrà pagare anche la prima rata Tasi, nuova imposta comunale istituita dalla legge di stabilità 2014 per coprire i costi dei servizi comunali rivolti alla collettività, come la manutenzione stradale e l'illuminazione pubblica. La Tasi coinvolge non solo i proprietari dei fabbricati, ma anche gli affittuari
La norma infatti stabilisce che se l’immobile è occupato da un soggetto diverso dal titolare, entrambi sono assoggettati al tributo anche se in percentuali diverse.
La Tasi (il 16 ottobre prossimo sulla prima casa e altri fabbricati e il 16 dicembre assieme all'Imu sulle case non principali) segue il meccanismo del calcolo Imu: cioè deve esseree calcolata in autiliquidazione (da parte del contribuente) sul Modello F24, in base alla rendita catastale dell’immobile. L’amministrazione comunale ha deliberato entro luglio scorso le aliquote, e le due rate. La seconda, come detto, scade il 16 dicembre prossimo (che è anche la data della seconda rata Imu).
«Circa tremila Comuni italiani, a metà agosto, non avevano ancora deliberato sulla Tasi. – sottolinea l’assessore Andreazzoli – A Carrara abbiamo deliberato l’aliquota del 3,3 per mille (sulla rendita catastale) per l’abitazione principale, che ha una detrazione fissa di 140 euro. Mentre per le seconde case e gli altri immobili l’aliquota è dell’uno per mille. L’introito totale previsto a bilancio per la Tasi è di circa 5 milioni e mezzo di euro, ma per quanto riguarda la prima casa, l’importo è inferiore a quello del 2012 (quanto con l’Imu si pagava anche l’abitazione principale): due anni fa sulla prima casa il Comune introitò poco più di 4 milioni, mentre adesso ne prevediamo 3,8, cioè un gettito inferiore a due anni fa».
Secondo un esempio fatto dagli uffici comunali, per un appartamento medio (prima casa), con una rendita di 750 euro, nel 2012 si pagavano 304 euro di tassa, nel 2014 con la Tasi si scende a 276 euro. «Potranno forse esserci lievi aumenti in alcuni casi, ma veramente limitati», spiega l’assessore Andreazzoli.
Per l’Imu (che non si applica più sulle prime case), il 16 dicembre scade la seconda rata.
«Abbiamo cercato – spiega inoltre l’assessore alle finanze – di scaglionare le varie rate dei tre tributi. E non abbiamo introdotto nessuna bolletta a novembre, considerando che ci sono gli acconti Irpef da versare allo Stato». Ma l’anno prossimo ci saranno altri cambiamenti nazionali nel sistema dei tributi che pesano sulle famiglie? Intanto i contribuenti devono affrontare le gabelle di questo ultimo scorcio di 2014. «I sindaci, gli enti locali, – dice Andreazzoli – si trovano costretti a dover tassare i cittadini per limitare i danni sui bilanci pubblici, che sono prodotti dal taglio dei trasferimenti statali. Le amministrazioni sono in difficoltà perché la tassazione locale subisce incrementi attribuiti sì agli enti locali, ma che di fatto sono solo azioni che ci vengono imposte: percorsi obbligati dal taglio dei trasferimenti, e non possiamo ignorarli se vogliamo cercare di mantenere i servizi alla popolazione».
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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