Sicurezza
“Cordata” lavoratori-sindacati per far vivere la ditta Costa
Protesta davanti al Comune delle maestranze dell’azienda di Albiano che tratta i rifiuti urbani preoccupa la contrarietà dell’amministrazione alla proroga del conferimento del differenziato
AULLA. Inaspettata ieri mattina la protesta dei lavoratori e degli operai alle dipendenze della ditta Costa, impegnata nel trattamennto dei rifiuti urbani presso lo stabilimento di Albiano Magra da quasi vent'anni, è tornata a fare irruzione nel municipio aullese.
Infatti, attorno alle ore 8,30 una rappresentanza di circa trenta persone delle maestranze della ditta Costa si radunava nella piazza davanti al palazzo comunale e presto comaparivano le bandiere e alcuni sindacalisti della Cisl a sostenere la protesta dei lavoratori.
Tra l'altro, non passava inosservata la presenza in piazza di Mauro Costa, patron della ditta che porta il suo nome, a suggellare una inedita alleanza fra proprietà, sindacati e lavoratori.
Una delegazione veniva, poi, ricevuta in sala giunta dal vice sindaco Aldo Vivaldi, essendo in missione a Firenze, presso la Regione Toscana, il sindaco Silvia Magnani, e, durante la discussione che ne seguiva, emergeva che a preoccupare i lavoratori è la contrarietà dell'amministrazione comunale, contenuta nelle linee programmatiche recentemente approvate dal consiglio comunale, alla proroga del conferimento del rifiuto cosiddetto "indifferenziato" alla ditta Costa, perché si ritiene che questo crei disagi alla popolazione albianese. Il famoso problema degli odori, che sarebbe tornato a fare capolino anche questa estate. A prendere le mosse dalla contrarietà del Comune di Aulla alla proroga del conferimento del rifiuto cosiddetto "indifferenziato" alla ditta Costa, infatti, era Linda Donati, rappresentante della Rsa interna della Cisl, la quale, assieme a Cristiano Porrini, ha sottolineato che «i lavoratori non possono vivere nell'incertezza a fronte di un sindaco che non vuole rinnovare il contratto per la proroga dell'indifferenziato», chiedendo un incontro da svolgersi in settimana con l'amministrazione comunale: «La questione - proseguiva Linda Donati - è se la politica lunigianese considera la ditta Costa una risorsa o un problema. Gli impianti vivono di proroghe continue da parte della Provincia di Massa Carrara da otto anni e non si può andare avanti così. Inoltre, questo odore di cui tanto si parla, non è, poi, così insopportabile e lo sentono una piccola minoranza di cittadini. Di conseguenza, non ci sono problemi per la salute e disagi minimi per la popolazione» concludeva la rappresentante della Rsa interna della Cisl.
Durante la discussione intervenivano anche Guerrino Baldi e Mauro Uberti della Cisl, i quali puntavano i riflettori sulla possibilità di delocalizzare la ditta Costa e sull'esigenza di tutelare gli oltre 50 posti di lavoro, mentre il vice sindaco Vivaldi non mollava su un'altra esigenza, quella di salvaguardare la qualità della vita dei cittadini di Albiano Magra.
Terminato il confronto, all'esterno del municipio era d'obbligo raccogliere le dichiarazioni di Mauro Costa, il quale faceva notare che «in caso di blocco del conferimento dell'indifferenziato, la ditta perderebbe due milioni e mezzo di euro all'anno. E poi non è vero che gli impianti il prossimo anno non saranno più a norma, non c'è nulla che non vada» concludeva Costa. Interpellata in proposito, Silvia Magnani precisava subito che «nessuno ha mai dichiarato di volere chiudere la ditta Costa», dicendosi disponibile ad un incontro da tenersi in questa settimana.
Una convivenza da sempre difficile, quella tra l’azienda Costa e i residenti di Albiano.
Gianluca Uberti
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