Il Tirreno

Quei falsi circoli che funzionavano come bische

Antonio Padovani, 62 anni di Catania, è considerato dagli inquirenti un affiliato a clan mafiosi siciliani e ai casalesi. «Padovani gestiva tramite prestanomi diverse società che operavano nel...

1 MINUTI DI LETTURA





Antonio Padovani, 62 anni di Catania, è considerato dagli inquirenti un affiliato a clan mafiosi siciliani e ai casalesi. «Padovani gestiva tramite prestanomi diverse società che operavano nel settore del gioco - ha spiegato il capitano della guardia di finanza Armando Modesto - ed erano attive in diverse province, oltre che a Massa Carrara: da Catania a Messina, da Napoli a Roma, da Modena. Una di queste, in particolare, fu al centro qualche mese fa di un reportage delle Iene per la presenza di apparecchi da gioco non collegati alla rete dei Monopoli di stato.

Ben noto alle cronache giudiziarie nazionali Padovani è stato coinvolto già in numerose inchieste: l'imprenditore secondo gli inquirenti gestiva vere e proprie bische clandestine, tutte operanti nel settore dei giochi mediante il noleggio di slot machine, la gestione di sale da gioco, l’affidamento di lotterie e la raccolta di scommesse anche a distanza. Dietro alcune di queste agenzie, formalmente qualificate come associazioni, si celavano vere e proprie bische dove era possibile giocare illegalmente anche elevate somme di denaro. Proprio seguendo questa pista le fiamme gialle di Caltanissetta sono riuscite a disegnare la tela intrecciata dal sessantaduenne catanese.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa