Il Tirreno

«In quel camion mio fratello è morto da eroe»

Il dolore di Blerim: voleva dare un futuro alla piccola Ylenia «Non siamo mai stati discriminati, seppelliremo Yuri qui»

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CARRARA. «Mio fratello Yuri è morto da eroe. Stava facendo un lavoro che amava, per la sua bimba, la piccola Ylenia, e per la moglie. Aveva scelto di guidare alle cave, in mezzo alle montagne, per offrire loro una vita migliore. Per questo per me è morto da eroe».

Blerim Llanaj parla con la voce rotta, seduto sulla panchina dell’obitorio di Massa. Si alza ogni momento, per stringere la mano ai colleghi cavatori, che sono venuti a salutare: «un ragazzo d’oro che non ce l’ha fatta».

E per abbracciare i connazionali albanesi che sono venuti da Viareggio, da Spezia, per stringersi in un dolore che coinvolge una comunità intera.

Sono passati meno di due giorni e Blerim sembra l’ombra del ragazzone che sabato mattina è arrivato bianco come un cencio nel bacino di Lorano, e si accasciato sul corpo senza vita del fratello, estratto dopo ore dalla cabina del camion ridotta un cumulo di lamiere dopo il volo di trenta metri dalla strada di arroccamento di cava.

Blerim è rimasto sempre in obitorio da sabato pomeriggio.

Si è dimenticato di mangiare, ma si è quasi imposto per mandare un po’ a riposare, ieri nel primo pomeriggio i genitori arrivati dall’Albania domenica notte, insieme alla sorella Vesa. Accanto a lui c’è l’altra sorella, Bora: una laura in ingegneria edile e, per il momento, solo un lavoro da contabile in un hotel della riviera apuana.

«Io vorrei solo che Yuri sapesse che tutta la città e tutti gli amici lo hanno amato - ripete Blerim guardando la porta dell’obitorio dove fra poco chiuderanno la bara del fratello - Vorrei che vedesse quanta gente oggi è venuta a salutarlo».

E Blerim parla, in prima persona, di quanto questa famiglia albanese, che a Massa è arrivata da più di vent’anni, senta tutto il grande valore dell’integrazione. Mamma e papà di Yuri hanno scelto di seppellire qui, nel cimitero di Mirteto il figlio (il corteo funebre partirà oggi alle 16 dall’obitorio).

«Mia madre vuole piangerlo qui, dove stiamo da vent’anni - spiega Blerim- Noi non ci siamo mai sentiti discriminati, abbiamo avuto difficoltà, abbiamo lottato e continuiamo a farlo, ma proprio come fanno tanti massesi alle prese con i problemi di lavoro, con la crisi, con i sogni che spesso si scontrano con la realtà. Ma questa città non ci ha mai fatto sentire diversi, non ci ha mai rifiutato ma sempre accolto».

Bora, la sorella più piccola, lo dice con lo sguardo fiero: «A Yuti volevano bene tutti, e il calore che ci stanno dando tutte queste persone che vengono a dargli un saluto, ci sta dando tanta forza».

E Massa si è stretta attorno al dolore della giovane Ermira, la moglie di Yuri, mamma da quattro mesi della piccola Ylenia: «È distrutta dal dolore, piange da due giorni - dice Blerim - non riesce ancora a crederci che il papà della sua piccola non c’è più».

Oggi l’ultimo saluto. Alle quattro il corteo funebre partirà dall’obitorio di Massa. Yuri sarà sepolto nel cimitero del Mirteto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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