Il Tirreno

ordinanza della baracchini

Elemosina vietata, multe fino a 500 euro

PONTREMOLI. Il fatto è oggettivo: il sindaco Lucia Baracchini - con il pieno sostegno della giunta pontremolese - venerdì scorso mette la firma in calce ad un’ordinanza e vieta di chiedere l’elemosina...

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PONTREMOLI. Il fatto è oggettivo: il sindaco Lucia Baracchini - con il pieno sostegno della giunta pontremolese - venerdì scorso mette la firma in calce ad un’ordinanza e vieta di chiedere l’elemosina. Non in tutto il comune, ma nelle aree “calde” del centro storico, quelle in cui il mercoledì e il sabato si fa il mercato, lungo le strade in cui si concentra il maggior numero di negozi. Se c’è la regola, c’è anche la sanzione per chi non la rispetta. Così chi preme alla spalla di un passante, lo chiama più volte o entra nei bar per avere qualche spicciolo, rischia di beccarsi dal vigile una multa da 25 a 500 euro. Sempre che chi chiede l’elemosina quei soldi li abbia.

Questo, dicevamo, è il fatto: ordinanza e previsione di sanzione. L’interpretazione, chiaramente, è soggettiva. Così il Partito Democratico, che siede sui banchi dell’opposizione, considera l’atto di Lucia Baracchini «offensivo» nei confronti di chi non ha nulla e, in piena crisi economica, allunga la mano e chiede aiuto. La controparte (la giunta che amministra la città) garantisce - ecco la soggettività - che la volontà di offendere non esiste ed esiste piuttosto quella di evitare i comportamenti molesti e salvaguardare il diritto dei cittadini a passeggiare, muoversi per il centro storico e fare acquisti in tranquillità.

Il tema è caldo e finisce nell’aula del consiglio comunale: Francesco Mazzoni, capogruppo del Pd, sull’ordinanza presenta un’interrogazione: «Sono senza parole. È un atto sbagliato, inutile e fuori luogo. Vengono messi sullo stesso piano persone che cercano di estorcere denaro ai passanti con metodi violenti e mendicanti che chiedono elemosina. L’ordinanza offende la dignità dei poveri, mortifica i diritti di chi non ha niente, di chi sta ai bordi della strada chiedendo un pezzo di pane».

Ma il sindaco garantisce che non ci sono accenti razzisti: «Sono una preside, ho sempre insegnato la cultura dell’accoglienza - è la premessa - Chi necessità di aiuto ha il diritto di manifestare il proprio disagio, l’amministrazione sostiene attivamente il banco alimentare ed ha aperto uno sportello per la distribuzione di abiti usati. Ma il diritto non può mai essere esercitato ledendo quello altrui. Da giugno ricevo le lamentele di chi non riesce più a fare acquisti al mercato, ad entrare in un bar. Alcune persone - tutte straniere - entrano nei negozi e finchè non ottengono denaro non escono, impedendo la chiusura. Alcuni anziani sono stati strattonati: così non si manifesta disagio, si ledono diritti». Questione di modi, dunque, l’evidenza del bisogno rimane. (C.S.)

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