Sicurezza
Ora l’Asl passa al setaccio le vie di cava
Verifiche a tappeto su rampe e strade di arroccamento. Sotto sequestro il camion su cui ha perso la vita l’autista 32enne
CARRARA. Verifiche a tappeto sulle strade di cava. Le annuncia l’Asl che, già da tempo - e ancor prima dell’incidente che è costato la vita al 32enne Lurand Yuri Llanaj - si sta occupando degli infortuni legati alla viabilità dei bacini marmiferi.
Intanto, dopo l’incidente mortale di sabato mattina, la Procura (il pm titolare delle indagine è Alberto Dello Iacono) ha posto sotto sequestro il camion precipitato da una rampa alta trenta metri nella strada di arroccamento che dalla cava di Lorano porta a quella gestita dalla ditta di escavazione Lorano II°.
Insomma dopo la tragedia si apre la fase delle verifiche e della prevenzione. Per capire se quell’infortunio che ha spezzato la vita di un giovane padre, proprio alla vigilia dell’inizio del suo nuovo lavoro, al monte, poteva essere evitato.
L’ingegner Maura Pellegri, del Servizio prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, spiega: «La rampa su cui si è verificato l’incidente, da quanto ci risulta e dalle prime ricostruzioni dell’incidente, non è particolarmente a rischio. Questo ci è stato confermato anche dagli operatori che la percorrono ogni giorno. Certo si tratta sempre di una via di arroccamento e quindi, come succede per le strade di cave, cc’è tutta una serie di pendenze e di condizioni del selciato da considerare. Gli incidenti stradali costituiscono una problematica importante legata al settore estrattivo: per questo sono già state avviate una serie di verifiche e controlli».
Verifiche che porterà avanti anche la Procura sul mezzo posto sotto sequestro: questo per capire se ci sono “ipotesi di responsabilità di terzi”.
Una prassi che viene seguita quando c’è un titolare, un responsabile della ditta per cui stava viaggiando l’autista al momento dell’incidente. In questo caso però il camion era di proprietà del 32enne morto a seguito del tragico volo dal ravaneto e quindi le responsabilità potrebbero essere individuate nella gestione e manutenzione della strada di arroccamento dove si è verificato l’infortunio mortale. Ad oggi, comunque, non ci sono nomi iscritti nel registro degli indagati. E domani, proprio dalla Procura, dovrebbe arrivare il nulla osta per il funerale di Yuri Llanaj.
Intanto, ieri in obitorio, e nella casa della Franga, a Massa, della famiglia del 32enne morto sulla via di cava, c’è stato spazio solo per il dolore e per le lacrime. Dall’Albania hanno fatto rientro la sorella e la madre di Yuri che hanno potuto dare al loro caro l’ultimo saluto nella camera mortuaria.
La moglie di Yuri non ha lasciato un attimo l’obitorio. E nemmeno il fratello Blerim che, in cava, sfiancato dal dolore, si è sdraiato sul corpo del fratello, estratto dalla cabina del camion dopo ore di lavoro da parte dei vigili del fuoco.
Un abbraccio straziante, in mezzo al bianco accecante delle cave, dietro la ruota di quel bisonte ridotto, dopo il volto di trenta metri, solo un cumulo di lamiere. E dopo il dolore il sindaco di Carrara ha invocato la solidarietà, chiamando anche il collega di oltre Foce Alessandro Volpi. «Perchè questa famiglia - ha sottolineato Zubbani - adesso non deve essere lasciata sola».
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