Trasporti
Impianto eolico ormai a pieno regime
L’energia elettrica prodotta dalle pale nel Parco del vento di Zeri viene venduta alla società Axpo Italia, trader del settore
ZERI. Girano ormai a pieno regime ed il vento che sta sconquassando questi scampoli di "pazza" estate sembra volerne amplificare gli effetti.
Stiamo parlando delle pale del parco eolico "Vento di Zeri" che da qualche mese stanno lavorando a pieno ritmo, il che significa, in base ai dati forniti da FERA (Fabbrica Energie Rinnovabili Alternative) Srl, la ditta milanese che ha realizzato l'impianto, energia elettrica sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 7.000 nuclei familiari; in termini più scientifici, intorno ai 20GWh/annui. L’impianto – il nono in Italia realizzato dalla ditta -, costituito da cinque turbine Vestas V90 (80 m. di altezza e 90 m. di diametro), sorge sul monte Colombo, nel comune di Zeri. Ogni elemento è dotato da un rotore con pale da 46 metri per un’altezza complessiva che sfiora i 130 metri (considerando anche l’altezza della torre di sostegno: 80 metri circa), fissato su un basamento di cemento armato di un centinaio di metri quadrati.
La realizzazione del Parco ha avuto un iter travagliato, intrecciandosi anche, sia pure in modo marginale, con le forti contestazioni avanzate nei confronti di un altro impianto che doveva sorgere nel comune di Pontremoli. A detta di FERA Srl, i lavori veri e propri, iniziati nell’autunno del 2012, non hanno presentato problemi realizzativi particolari, al di là di quelli rappresentati dalle particolari caratteristiche dell’ambiente di montagna: per esempio le frequenti nevicate che si sono avute in quell’inverno. Ci sono state, invece, diverse interruzioni causate da ordinanze del TAR Toscana e del Consiglio di Stato. All’origine di tali provvedimenti si trovano i ricorsi presentati dalle associazioni ambientaliste, che hanno indotto gli organismi di controllo alle verifiche del rispetto dei termini indicati nel decreto autorizzativo emesso dalla Regione Toscana. Altri problemi erano emersi al momento del trasporto delle strutture, per il quale si era scelto di utilizzare la strada che da Albareto raggiunge il Passo dei Due Santi: le dimensioni eccezionali dei mezzi adibiti al trasporto delle pale e dei loro supporti (con lunghezze vicine ai 50 metri) avevano creato non pochi problemi in diversi punti del percorso, superati attraverso interventi di allargamento che, a loro volta, avevano suscitato le proteste della popolazione e la sospensione da parte del Consiglio di Stato. Superati questi ostacoli, i lavori sono ripresi con continuità e a fine 2013, poco prima di Natale, tutte e cinque le turbine sono state allacciate alla rete.
Con l'inizio dell'estate 2014 l’impianto è entrato in funzione a regime e sono anche iniziati i lavori di ripristino idraulico, per proteggere il suolo dall’azione delle piogge, e ambientale, per riportare il sito alla morfologia originaria e favorire la ricrescita della vegetazione e la ricostituzione dell’habitat.
L’energia prodotta viene portata a Pontremoli attraverso cavi interrati, senza il ricorso a tralicci e a linee aeree, e dalla centralina di raccolta viene immessa nella rete, venduta a un trader dell’energia, AXPO Italia.
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