Il Tirreno

Effetto Convivere, città piena

Effetto Convivere, città piena

Tanti spunti di riflessione sul tema dell’Africa, il festival e la cultura fanno centro

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CARRARA. Un minuto di silenzio per Yuri, il camionista morto alle cave.

È cominciata così la tavola rotonda conclusiva di Convivere, un festival che, ancora una volta, ha saputo conquistare la città con tanti spunti di riflessione diversi e con conferenze, musica, dibattiti e cinema d’autore.

Nell’ultima giornata del festival tanti gli appuntamenti in agenda. Interloquendo con Edoardo Vigna, caporedattore di Sette del Corriere della Sera, Federico Bonaglia ha parlato di "Un continente in movimento" e cercato di smitizzare alcuni luoghi comuni sull'Africa a partire dal fatto che non sia da considerare indistintamente "un paese" come spesso viene fatto, ma un insieme di 54 stati con dinamiche diverse tra di loro. Da un punto di vista dello sviluppo economico - oggetto delle sue indagini e pubblicazioni - i tassi di crescita tra gli anni 70 e 90 dei paesi africani sono stati molto bassi, mentre negli ultimi dieci anni il tasso medio di crescita in Africa è stato del 5% con punte più alte nelle zone dell'Africa Orientale e Occidentale. Diversi sono i fattori di cui si dovrà tenere conto perché tale crescita possa andare a favore delle popolazioni locali, molto dipenderà dalle capacità dei governi.

Il professor Cavalli Sforza nella conferenza del mattino, introdotto e moderato dalla giornalista Rossella Martina, ha ricordato come tutte le ricerche degli ultimi 100 anni hanno dimostrato indubitabilmente che l'uomo è nato in Africa Orientale.

Una storia iniziata 6 milioni di anni fa quando si dividono due linee evolutive che dai primati porteranno all'attuale uomo da un lato ed allo attuale scimpanzé dall'altro, ovviamente con molte varianti che ci saranno state e di cui si è persa traccia visto che nella foresta tropicale i resti di altre specie non si sono potuti conservare per le caratteristiche acide del terreno. Un momento fondamentale in questa linea evolutiva, ha ricordato Cavalli Sforza, è rappresentato dal passaggio alla postura eretta che permettendo di liberare le mani dal solo scopo della deambulazione le libera per attività più "avanzate".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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