Il Tirreno

«Spiagge off limits, per noi disabili niente mare apuano»

«Spiagge off limits, per noi disabili niente mare apuano»

Lo racconta un professionista: volevo passare qui le vacanze ma mi sono sentito un problema, ho scelto la riviera siciliana

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MASSA CARRARA. Il progetto si chiama Zero Barriere e il suo scopo è quello di facilitare la vacanza al mare ai disabili e alle loro famiglie. Per le persone in sedia a rotelle affrontare la spiaggia è un'impresa e così spesso sono costrette a rinunciarci, con dispiacere loro e dei loro familiari. Soprattutto bambini. A San Vito lo Capo, in Sicilia, hanno trovato una soluzione civile e intelligente, anche per la promozione turistica. Ce lo ha raccontato un professionista (che vuole restare anonimo) che ha lavorato a Massa per diversi anni e che ora vorrebbe tornarci, sul lungomare tra Marina e Cinquale, almeno in vacanza: «Credo che il progetto di San Vito lo Capo sia un affare, oltre che un atto di solidarietà. Non è più come una volta. Oggi i disabili viaggiano, spendono e si comportano come gli altri turisti, a una sola condizione: che non ci siano barriere. I venti ombrelloni che San Vito riserva ai disabili equivalgono a cento presenze turistiche in più. Che non sono poche».

Lo stabilimento di San Vito è stato realizzato dall'associazione Disabili no limits grazie al contributo di Comune, Inail e capitaneria di porto. «Sono stato trattato come un turista, non come un problema. Io e la mia famiglia ci siamo goduti la vacanza senza lottare contro mille difficoltà come ci capita spesso. Ha trovato veramente tutto nella località marina trapanese. In spiaggia, oltre alle attrezzature come la sedia Job per la sabbia e le passerelle, ci sono i volontari dell'associazione che aiutano i disabili a trasferirsi dal lettino al mare. È superfluo dire che per la prossima vacanza al mare torneremo a San Vito o in un'altra località che offre gli stessi servizi. E la stessa cosa pensano gli altri disabili che ho conosciuto i Sicilia».

Ma perché Marina e il Cinquale perdono occasioni come questa? Più che il legame affettivo, per la scelta della località di mare, dove trascorrere le vacanze, per i disabili conta la comodità. «Tornerei volentieri a Massa o al Cinquale in vacanza, ma ci vorrebbe un servizio simile. Perché le amministrazioni non studiano un progetto come Zero barriere? Sarebbe una bella opportunità di incremento delle presenze, di rilancio del turismo e di pubblicità. Sono sicuro che molti altri disabili ne approfitterebbero, per la bellezza dei luoghi, la simpatia della gente e la straordinaria posizione geografica, che rende la provincia apuana facilmente raggiungibile da buona parte del centro-nord d'Italia. Quando sono passato alla sedia a rotelle ho pensato di avere chiuso con le vacanze in spiaggia e invece San Vito me le ha fatte riscoprire. E, oltre che piacevoli, per noi disabili questo tipo di vacanza è molto salutare: nuotare nell'acqua del mare ci fa stare benissimo».

Basta vedere le foto dei volontari che portano in acqua i bagnanti diversamente abili per capire che l'ambiente del bagno Zero barriere non è certo "da ospedale": tutto viene vissuto come una festa, si socializza facilmente. «Ed è vera vacanza - aggiunge il professionista, che in città ha ancora parecchi amici che lo hanno spinto a fare questa battaglia di civiltà -. Anche il paese di San Vito è accessibile, compresi tutti i ristoranti. E uscire la sera non è un problema».

Un'idea buona anche per Massa e Montignoso, un'opportunità da non perdere. Anche perché non servono chissà quali investimenti: un tratto di spiaggia e una collaborazione con un'associazione non profit. Poi tanta voglia di fare sistema. «Ma deve essere l'amministrazione pubblica a dare il via», sottolinea il professionista.

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