La manifestazione
Ronchi-Poveromo «il canale che inquina»
Ennesima denuncia di Italia Nostra: i cittadini e gli operatori si rimbocchino le maniche
MASSA. «Il canale di Ronchi Poveromo rischia di diventare una bomba ecologica».
È allarme inquinamento: dall’ultima segnalazione fatta da Italia Nostra sulle pagine del nostro quotidiano qualche settimana fa, niente sembra essere cambiato. La lingua d’acqua che separa Marina da Cinquale peggiora giorno dopo giorno. Sempre più sporca, sempre più pericolosa. L’associazione, quindi, torna sul caso: «Quando si cercano le cause dell’inquinamento della spiaggia e del mare non serve andare tanto lontano - spiega il presidente Bruno Giampaoli - il canale è una vergogna, non solo per la persistente presenza di colibatteri fecali e altre sostanze chimiche non meglio identificate, ma anche per varie altre tipologie di rifiuto urbano sicuramente causate da scarichi fognari abusivi, specie nei tratti tombati. L’ acqua è sempre stagnante, torbida, di colore opaco, gli odori sono nauseabondi, il canale si trova in una zona magnifica e conosciuta in tutto il mondo, ma questo è quanto vedono e subiscono i malcapitati turisti, i balneari e i passanti. L’inquinamento permane da anni e purtroppo temiamo che continuerà se non si identificheranno, per poi chiuderli, gli scarichi fognari abusivi. Nel sito si potrebbe creare un progetto di fitodepurazione delle acque con la messa a dimora di vegetazione specifica e funzionale alla crescita della flora batterica, che è la vera protagonista della depurazione biologica». Poi, accanto al tema salute e sicurezza, c’è il “fattore” turismo: che biglietto da visita si può offrire - domanda l’associazione - in queste condizioni? Le immagini parlano da sole. «Quello che ci preoccupa di più - continua Giampaoli - è l’immobilismo degli operatori balneari e degli albergatori che non hanno ancora capito che il mare e la spiaggia si tutelano operando anche sull’entroterra senza aspettare la stagione estiva. Per due anni Italia Nostra è intervenuta ripulendo il canale con la speranza che l’iniziativa trovasse il consenso ed il sostegno dei balneari, nessuno però ha capito l’importanza della proposta, nessuno ha aderito, ma si continua a discutere, a parlare e parlare ai tavoli. Molto dipende dalla politica, ma molto dipende anche dalla partecipazione attiva delle organizzazioni di tutela ambientale, economiche, culturali e di tutti i cittadini che devono rimboccarsi le maniche per il controllo dell’ambiente e la pulizia del territorio».
Alessio Profetti
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