Sicurezza
Il giorno dell’addio al giovane centauro
Oggi a Borgo del Ponte i funerali di Michele Bertolucci, morto in sella alla sua moto
MASSA. Sarà un grande abbraccio collettivo a Michele Bertolucci, a quel ragazzo dalle spalle larghe con il sorriso sempre impresso sul volto. Saranno davvero tanti oggi pomeriggio, alle 16, gli amici che gli diranno ciao, alla chiesa di San Martino, a Borgo del Ponte. Si stringeranno accanto al fratello Andrea, alla mamma Giuliana, al papà Fausto.
Quando Michele ha detto addio alla vita, giovedì sera, poco dopo le 22, lungo via Alta Tambura, all’altezza del bivio per Resceto, Fausto non c’era, era in Cina. Lavora per Skf , è caporeparto, responsabile della qualità e viaggia spesso all’estero. «Lo abbiamo subito contattato - racconta Andrea, l’altro figlio - ma io e mia madre non ce la siamo sentita di dirgli la verità, gli abbiamo detto che Michy era ricoverato in rianimazione». Fausto è salito sul primo aereo e venerdì sera alle 23 è atterrato a Firenze. La realtà gli è piombata addosso con violenza: «È un uomo distrutto - confida Andrea - è disperato». La disperazione, l’unico modo per sopravvivere. Impossibile accettare che quel ragazzo appassionato di motori e di pesca, operaio da quando aveva 16 anni, se ne sia andato, tradito da una curva.
Michele, giovedì pomeriggio, era con alcuni amici all’inaugurazione di un locale. Poi, verso sera, ha deciso di fare un salto a Forno, conosceva parecchie persone da qualche parti, aveva voglia di fare due chiacchiere. Poco dopo le 22 è salito in sella alla sua Ducati, la sua «bimba» come amava chiamarla. Alla curva, dopo il bivio tra Forno e Resceto, ha perso il controllo della moto. La Ducati è finita contro il guard rail, lui sotto la strada, lungo un viottolo.
I medici del 118 hanno fatto l’impossibile, Michele è arrivato all’ospedale che respirava ancora, ma, poco dopo, il sottile filo che ancora lo legava alla vita si è spezzato. Michy non ce l’ha fatta. È l’addio a quel ragazzo «splendido, educato e sempre sorridente» come lo definisce su facebook la titolare del bar che frequentava, al motociclista, al pescatore che «si scottava la pelle sugli scogli quando dimenticava la protezione». Oggi saranno in tanti a salutarlo, ci sarà anche l’intera comunità di Borgo del Ponte che Michele l’ha visto crescere. E ora è costretta a dirgli addio.
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