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Comune, guerra sul contratto Nel mirino premi e indennità

Comune, guerra sul contratto Nel mirino premi e indennità

Cisl non sottoscrive il documento: con queste nuove regole l’amministrazione rischia tante cause Il sindacato chiede che sull’atto, approvato dalla giunta, si pronunci la Corte dei Conti

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MASSA. L’argomento è da addetti ai lavori. Tecnicissimo. Ma il succo è chiaro: Cisl contesta il contratto decentrato per i dipendenti comunali, quello che, nell’ambito delle prescrizioni dettate dal contratto nazionale, Palazzo civico sottoscrive con i suoi lavoratori. Il sindacato dice no e dicono no - conseguentemente - anche i suoi 6 (su 12) componenti della Rsu (la rappresentanza sindacale unitaria). Ma il contratto è operativo al 100%: la giunta ha dato il via libera a luglio e adesso Cisl si prepara a portare la questione di fronte alla Corte dei Conti.

Nel mirino - per chiarire - ci sono premi ed indennità. Secondo la Cisl il contratto contiene un vizio tecnico-giuridico e presta il fianco a condizioni di imparzialità. Il vizio tecnico riguarda le cosiddette indennità di disagio (articolo 7), quelle previste - per semplificare - per specifiche figure professionali, chiamate al lavoro fuori orario.

«Il contratto nazione - Anna Maria Mosti (della segreteria Cisl) fa il punto - prevede quel tipo di indennità, ma per una cifra massima di 30 euro netti al mese, in questo caso, invece, per un vizio tecnico - ribadisce - si riconoscono importi mensili fino a 300 euro. E il rischio è che chi percepisce la somma, sia poi chiamato a restituirla». E, a conferma della sua tesi, la Cisl cita un precedente: «Al comune di Aulla i dipendenti hanno dovuto rimborsare migliaia di euro».

Non solo vizi tecnici, però: Cisl, infatti, ritiene che uno degli articoli del contratto (il numero 8) crei le condizioni per assegnare premi economici «senza oggettivi criteri meritocratici». Nel mirino le “specifiche professionalità” e l’individuazione - anche in questo caso la figura è prevista dal contratto nazionale - dei coordinatori. «La macchina comunale - la segreteria Cisl chiarisce il concetto - ha una struttura piramidale, dal dirigente al dipendente.

Bene, adesso tra i dipendenti si decide di individuare i fatidici coordinatori. A nominarli è il dirigente». Vero, il coordinatore per essere tale deve avere sotto di sè almeno due lavoratori, ma - e qui sta il nodo secondo il sindacato - «basta assegnarli durante l’anno per riconoscere poi le premialità che variano dai mille ai 2mila euro l’anno. Senza dimenticare - aggiunge la Cisl - che l’attribuzione è indipendente dai livelli e che ci sono lavoratori che, proprio perché non coordinano nessuno, gestiscono da soli, e con efficienza, un intero ufficio. Abbiamo proposto una griglia con precisi criteri, ma non è stata presa in considerazione».

Il sindacato contesta anche il parere del collegio dei revisori dei conti che ha espresso parere favorevole al contratto decentrato: «Ci è sembrato forzato quando dice che il contratto in questione non determina esposizione di cifre».

Il sindacato annuncia di aver già bussato alla porta della Corte dei Conti perchè ravvisa «il rischio di un danno erariale» e lamenta «un mancato cambio di passo da parte dell’amministrazione».

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