Sicurezza
Raid di lupi, tavolo tecnico per tutelare gli allevatori
Egidio Pedrini sindaco di Zeri lo chiede a Regione, Asl e Unione dei Comuni Un monitoraggio ha rilevato che nei branchi ci sono tantissimi cani inselvatichiti
ZERI. «L’emergenza lupi sta attanagliando l’intero comprensorio Zerasco, di fatto causando gravi danni agli allevatori di pecore e agnelli. Considerando giustamente che i predatori in questione sono specie protetta, chi tutela i diritti di coloro i quali hanno investito soldi e tempo in questa delicatissima attività? In altre parole, se permettiamo ai lupi di azzannare le greggi senza colpo ferire, non lamentiamoci, in futuro quando sarà ridotta o addirittura sparirà l’eccellenza principe del territorio, ossia l’agnello di Zeri». Chiaro il messaggio lanciato dal sindaco Egidio Pedrini in merito al recente assalto dei lupi ai recinti di pecore e agnelli disseminati nelle vallate, l’ultimo dei quali, in ordine di tempo, mercoledì scorso ha causato la perdita di 13 pecore, più il grave ferimento di altre tre che dovranno quasi certamente essere abbattute.
«Dovranno essere trovati dei deterrenti - prosegue il vulcanico Pedrini - e quindi ha richiesto un tavolo tecnico con Asl, Provincia, Regione, Unione dei Comuni, Forestale e, non ultimi, allevatori, per studiare strategie contro gli assalti dei lupi, o meglio, dei branchi formati in prevalenza da cani inselvatichiti e da ibridi nati dall’unione lupo-cane. Infatti, secondo uno studio che abbiamo affidato a una biologa-lupologa dotata di apparecchiature in grado di analizzare il tipo di ululati e quindi permettere di capire se vengono lanciati da autentici lupi, da ibridi o adirittura da cani abbandonati e poi unitisi al branco, il numero di lupi puri che compiono scorrerie nella nostra zona non dovrebbe superare le 5-6 unità. Detto questo - continua il sindaco - abbiamo insistito con la Regione per ottenere un finanziamento cospicuo da utilizzarsi in due distinte direzioni: diagnosi del problema, per così dire, e successiva terapia rivolta agli allevatori. In pratica, soldi per azioni di monitoraggio e prevenzione, oltrechè da destinare ai risarcimenti degli allevatori colpiti. Occorre una politica di sostegno in favore degli allevatori dato che sono costretti a convivere con una realtà che li sta portando verso la cessazione della loro attività. In questo caso l’intervento del sindaco, da solo, fa poco; ecco perchè dobbiamo sederci attorno a un tavolo e salvare capra e cavoli, pardon, agnelli e lupi».
Fabrizio Palagi
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