Il Tirreno

L’appello di Rossi all’Europa: guardare un po’ più all’Africa

di Alessandra Vivoli
L’appello di Rossi all’Europa: guardare un po’ più all’Africa

Il presidente della Regione: gli immigrati portano avanti gran parte dei nostri comparti produttivi, basta pregiudizi

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CARRARA. Un Enrico Rossi appassionato. Un presidente della Regione che, tornato a Convivere dopo alcuni anni di assenza (per impegni professionali - ha spiegato sul palco al sindaco Zubbani - che lo avevano tenuto lontano dall’inaugurazione del festival) parla di Africa. Ma anche di Europa. E lancia un chiaro messaggio di superamento dei pregiudizi razziali.

Rossi: se l’Africa è il motore della Toscana. «È l’Africa a sostenere interi comparti produttivi della Toscana. È grazie agli africani che il comparto del cuoio va avanti. È grazie a loro che, il nostro buon vino arriva in tutto il mondo perché senza il loro lavoro le vendemmie in gran parte non verrebbero fatte. È un dato di fatto: il percorso di integrazione non è una strada piena di fiori, questo sarebbe buonismo, i problemi ci sono e vanno affrontati. Senza pregiudizi: non sono gli immigrati a portare la Tbc. È qui che si ammalano, quando vengono tenuti in condizioni disumane». È interrotto dagli applausi il discorso di Enrico Rossi. Dall’affollata platea di via del Plebiscito si sente a più riprese il “bravo” della gente. Quella che ascolta con partecipazione le parole del presidente della Regione. «Io credo che dovremmo domandarci cosa spinge gli africani a venire nel nostro paese - ha sottolineato Rossi - e cosa saremo noi senza gli immigrati. L’Africa ha dimostrato, con Nelson Mandela che è possibile l’impossibile, questa è la forza, la lezione a cui dobbiamo attingere».

L’appello all’Europa. È cominciato dal museo del marmo, e dal simposio dei non vedenti la visita in città del presidente Rossi. «Scolpire e plasmare il marmo senza usare gli occhi ma con la sola forza delle mani è una cosa straordinaria. Una sfida in cui credere e investire». Con queste parole il presidente Rossi ha lanciato il progetto di un centro interregionale che possa mettere in rete Regione, Comune, Fondazione e la scuola del marmo Pietro Tacca . Poi, al tavolo dei relatori del festival Convivere, Rossi ha parlato di Africa, ma anche di Europa il presidente della Regione. E di politica.

«Quello che, da politico, mi dispiace, è che questi orizzonti siano fuori dal dibattito europeo - ha messo in luce Rossi - La nostra Europa ha guardato molto ad est, troppo poco all’Africa, e il nostro paese avrebbe tutto l’interesse ad un Europa che invece sia in grado di farlo e di affrontare».

Il concetto è stato sottolineato anche dal sottosegretario Cosimo Maria Ferri: «Quando si parla di politica bisogna uscire dai nostri confini, l’Africa apre una finestra su tutta una serie di problemi che l’Europa deve affrontare». Insomma dal cuore di Convivere un appello, politico, questa volta, a un ruolo più presente dell’Europa sul tema dell’immigrazione. Ma in un’inaugurazione del festival che di paludato ha avuto ben poco si è parlato anche dei problemi della città. E delle emergenze culturali di una Carrara in cui l’effetto Convivere ancora una volta si è fatto sentire eccome.

Zubbani: una città che ha voglia di cultura, e 2 spine nel fianco. Il sindaco Zubbani ha salutato il “popolo di Convivere”.

«La città ha voglia di ritrovarsi, di riflettere - ha esordito - Carrara si è messa il vestito a festa, ha aperto spazi e palazzi a Convivere. Questi sono tutti segnali positivi ma c’è ancora qualcosa che dobbiamo fare, ci sono due spine nel fianco della città: i lavori, da terminare, al teatro Animosi e il recupero della Padula. Sono criticità su cui abbiamo segnato un po’ il passo, ma che non abbiamo messo in soffitta e su cui abbiamo deciso di andare avanti». Un impegno che il sindaco ha preso - questa volta - anche davanti al “popolo di Convivere”.

Pincione: un premio per la pace a Carrara. Il presidente della Fondazione Crc Alberto Pincione il festival lo ha visto crescere e, come lui stesso ha sottolineato, diventare un ragazzino. «L’Africa ci ha dato lo spunto per un premio, carrarese, a chi si è impegnato per la pace e l’integrazione. Premiamo meno calciatori, più associazioni e parrocchie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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