Il Tirreno

Inquinamento, fossi nel mirino

Inquinamento, fossi nel mirino

Gli scarichi fognari nel torrente Versilia e negli altri canali restano una minaccia per il mare

3 MINUTI DI LETTURA





MONTIGNOSO. Divieto di balneazione revocato anche a Cinquale, come per il resto della costa apuana. Non cambia di una virgola l'iter cui abbiamo assistito in questi mesi d'estate: l'Arpat effettua le analisi su un campione d'acqua il giorno dopo la piena del torrente Versilia, i dati arrivano 48 ore dopo dal sindaco, che è costretto ad emettere il divieto di balneazione, ma la mattina stessa del divieto l’Arpat esegue nuove analisi che, due giorni ancora dopo, risultano pulite. Insomma: in questo marasma di ordinanze, campionamenti e piene dei fiumi, è facile che un bagnante si sia potuto immergere in mare quando il divieto non era ancora scattato ( nelle 48 ore che l'Arpat ci impiega a comunicare i dati al comune) e che invece gli sia stato impedito di fare il bagno quando le acque erano già tornate pulite. «Una stagione nera, come non se ne vedeva da anni- aveva commentato al nostro giornale il presidente degli albergatori di Montignoso Carlo Pardini- ; ci vorrebbe un po’ di buon senso nell'affrontare problemi e soluzioni. Cosa che qui non abbiamo avuto». E mentre si cerca di capire quanto abbiano influito i divieti di balneazione ( tre in tutto nel giro di un mese) sull'immagine turistica di Cinquale, il sindaco di Montignoso Narciso Buffoni torna a chiedere al presidente della regione Toscana Enrico Rossi un incontro ufficiale per discutere sul problema. «Mi aspetto che Rossi ci convochi tutti- ha detto Buffoni- Arpat, sindaci di costa, balneari, Gaia, perché le corresponsabilità, arrivati a questo punto, sono tantissime. Non si può pensare che siano i sindaci da soli a risolvere il problema della balneabilità delle acque. Inoltre mi aspetto che le cause di quanto accade in mare siano finalmente individuate, perché è sotto gli occhi di tutti che il problema non sta nel mare ma nel fiume Versilia, nel nostro caso». Buffoni non vuole accusare nessuno, anche perché, dichiara, non c'è un unico colpevole: «Si va indietro negli anni- dice Buffoni- si parla di una rete fognaria quasi inesistente nel comune di Montignoso e di depuratori delle acque che non funzionano. Noi purtroppo- spiega il primo cittadino- siamo legati a Massa, con il depuratore delle Querce e a Forte dei Marmi con quello di Querceta e in entrambi i casi ci accorgiamo che non reggono, non ce la fanno soprattutto in estate quando le popolazioni sulla costa si moltiplicano. So che Forte dei Marmi aveva da tempo in mente di potenziare il suo depuratore; Massa deve completare il raddoppio dell'ex Cersam, ma sento dire queste cose da anni». Il sindaco Buffoni punta il dito contro l'inquinamento del fiume Versilia ( lo aveva già fatto dopo i primi due divieti di balneazione) e chiede ad Arpat controlli serrati anche sulle acque dei canali e dei torrenti; con Gaia invece si appresta alla realizzazione di 300 metri di rete fognaria ( a Cinquale su via IV Novembre) che costerà circa 280 mila euro, ma che secondo il primo cittadino non sarà risolutiva del problema. Montignoso rimarrà priva di rete fognaria soprattutto nei paesi a monte, ma per quel tipo di intervento occorrerebbero milioni di euro.

Manuela D'Angelo

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa