Il dolore
Nuovo raid di lupi Sbranate 13 pecore nello Zerasco
Sos della Forestale per salvare agnelli e predatori adesso il problema è accontentare animalisti e allevatori
ZERI. Nuovo attacco dei lupi alle greggi di pecore e agnelli nella vallate dello Zerasco.
Stavolta lo comunica direttamente il Corpo Forestale dello Stato, cui personale del comando stazione di Pontremoli è intervenuto ieri mattina a seguito della segnalazione trasmessa alla centrale operativa regionale 1515 di Firenze, da parte dei medici veterinari dell’Azienda Usl 1 della Toscana, allertati dall’allevatore che ha subìto l’attacco verificatosi nella nottata precedente in localitò Castoglio.
Sul posto era già presente il medico veterinario impegnato per curare tre esemplari feriti e svolgere quanto di competenza in presenza di ben 13 capi uccisi.
«Si tratta di un nuovo episodio di predazione presumibilmente attribuibile come i precedenti a lupo - cita una nota della Forestale - le modalità dell’attacco e la tipologia dei danni riscontrati fa pensare, secondo quanto riferito da esperti del comportamento di tale specie, ad attività predatorie destinate anche all’acquisizione da parte dei nuovi nati delle tecniche necessarie ad assicurarsi la sopravvivenza nei prossimi mesi invernali».
Alla segnalazione dell’attacco viene quindi aggiunto: «Se la presenza del lupo testimonia il raggiungimento di soddisfacenti condizioni ambientali, la “tutela” delle attività produttive in ambiente montano è essenziale per scongiurarne l’abbandono. Per questo è indispensabile ricercare ogni mezzo per impedire che, anche nelle nostre vallate, si determini una netta conflittualità tra il mondo ambientalista e quello produttivo, riportando invece a livelli “fisiologici” l’aggressività del lupo nei confronti delle greggi».
Come dire, troviamo la quadratura del cerchio per permettere ai consorzi di allevatori di non chiudere bottega, come da alcuni di loro segnalato di recente, e allo stesso tempo manteniamo la salvaguardia di una specie protetta.
Compito non proprio facile, visto l’espandersi degli attacchi predatori ai recinti di pecore e agnelli.
Infatti nell’ultimo mese a essere preso principalmente di mira è stato l’allevamento di Cinzia Angiolini, a Chiesa di Rossano, la quale ha appunto manifestato l’intenzione di ridurre drasticamente il numero dei capi al fine di concentrare la maggiore attenzione possibile su quelli rimasti. Il tutto con notevoli ripercussioni sulla produzione del prodotto principe di Zeri: l’agnello.
Fabrizio Palagi
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