Attenzione
Equitalia chiede indietro la borsa di studio
Un artista deve restituire i 644 euro ottenuti per l’iscrizione all’Accademia di cinque anni fa
CARRARA. Lui, Gianluca Maggiani, artista carrarese diplomato all’Accademia di Belle Arti, per ottenere quella borsa di studio aveva presentato tutti i documenti. La dichiarazione Isee, e quant’altro. E gli era stato assegnata la borsa di studio (stiamo parlando dell’anno 2009/2010) per poter accedere all’iscrizione e ai buoni pasto. Adesso, proprio nelle scorse ore, gli è stata recapitata la cartella di Equitalia: un recupero crediti di 644,25 euro che corrispondono alla revoca diedlla borsa di studio per l’anno accademico 2009/2010.
L’ente creditore è l’azienda regionale per il diritto alla studio della Regione Toscana.
E vengono indicati pure i tempi: 60 giorni dalla data della notifica. Per l’artista carrarese una vera e propria doccia gelata. «Avevo ottenuto la borsa di studio già l’anno precedente e, per quello dopo avevo fatto esattamente la stessa proceduta - racconta ora Gianluca Maggiani - Quella volta mi chiamarono dicendo che qualcosa non andava e io avevo risposto che era tutto identico all’anno prima, dichiarazione dei redditi e meriti. A quel punto non avevo più sentito nulla«.
Sono passati cinque anni, nel frattempo Gianluca si è diplomato all’istituto di Belle Arti. E, nelle corse ore la brutta sorpresa e la cartella “pesante” di Equitalia.
«Io voglio sapere cos’è successo e i motivi per cui dovrei restituire l’importo della mia borsa di studio - dice - Senza considerare che, per chi come me, lavora nel mondo dell’arte e senza un reddito fisso si tratta comunque di cifre importanti, e poi in un momento difficile per tutti come questo».
Ma Gianluca Maggiani ha anche un motivo in più per essere amareggiato che, come lui stesso spiega, non riguarda solo l’aspetto economico legato alla vicenda che lo vede coinvolto.
«Dicono sempre che nella vita bisogna rimettersi in gioco - sottolinea Gianluca - Io è quello che ho provato a fare, mi sono iscritto all’Accademia, ho preso un diploma che potesse aprirmi un po’ più di strade perché vivere di arte in questi tempi è sempre più difficile. Ma, nonostante tutti questi sforzi, c’è sempre qualcuno pronto a tagliarti le gambe. Magari chiedendoti indietro la borsa di studio». (a.v.)
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