Sicurezza
Cinque mesi di attesa per un’eco all’addome
MASSA. Sceglie l’ironia: entra in redazione sventolando una prescrizione medica e annunciando che le cose vanno davvero «a gonfie vele e non c’è da lamentarsi». Poi allunga il foglio di prenotazione...
MASSA. Sceglie l’ironia: entra in redazione sventolando una prescrizione medica e annunciando che le cose vanno davvero «a gonfie vele e non c’è da lamentarsi». Poi allunga il foglio di prenotazione e spiega che il motivo della lamentela c’è eccome: cinque mesi pari pari per una ecografia all’addome.
Qualche giorno fa sua moglie, 76 anni, accusa dei dolori fortissimi alla pancia, tutta colpa di una colica biliare. Il medico curante decide di prescrivere un’eco per contare su una diagnosi il più precisa possibile.
A fare la coda al Centro unico prenotazioni va il marito: l’operatrice - così riferisce l’uomo - avvisa che i tempi d’attesa sono lunghi e chiede quale sede preferisca la paziente. L’anziano punta alla brevità: «Non ho chiesto il luogo più vicino, ma la prima data disponibile». E la risposta è scoraggiante: il 6 febbraio a Carrara. Cinque mesi tondi tondi, «allora, visto che c’è da aspettare tanto, ho chiesto di effettuare l’ecografia a Massa dove abitiamo, ma ho subito escluso l’ipotesi. La prima visita disponibile è ad aprile».
Vero, sulla ricetta non è riportata la scritta “urgente”, altrettanto vero che la moglie è preoccupata e vuole vederci chiaro: «Non rimane che affidarsi alla sanità privata, ma è scoraggiante. Dopo 40 anni di lavoro come operaio - e la lamentela diventa storia di vita - dopo decenni di sacrifici, adesso io e mia moglie contiamo su una pensione di poco più di 1200 euro e nei mesi scorsi - rincara - Roma mi ha tagliato di 10 euro l’importo riducendo le detrazioni per il coniuge a carico. Per noi pagare una visita è pesante, ma curarsi è un diritto a cui crediamo non si debba rinunciare».
È demoralizzato, ma combattivo. Mette la prescrizione in tasca e se ne va: «L’importante è che a mia moglie non torni la colica. Quando c’è la salute, c’è tutto».
(C.S.)
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