Gioco
Artigianato con l’acqua alla gola Chiude un’impresa al giorno
Giù fatturati e retribuzioni, ma il settore delle costruzioni torna in positivo dopo anni: più 4,4% La piccola impresa continua però a occupare 12.700 addetti, il 22% di tutti i lavoratori della provincia
MASSA CARRARA. Microimprese ancora con l’acqua alla gola: l’artigianato continua a soffrire i morsi della crisi e il fatturato complessivo scende ancora. Ma ci sono segnali positivi, +4.4% ,per l’edilizia (dopo anni neri) e indizi di ripresa dei consumi +0.9%).
Il comparto dell’artigianato (che poi vuol dire piccola impresa) che nella provincia di Massa Carrara gioca, più che altrove, un ruolo chiave nelle dinamiche economiche, è ancora nel mezzo della congiuntura sfavorevole. Sotto le Apuane un’impresa su 3 è artigiana (30,7%) con una incidenza sul totale del sistema imprenditoriale nettamente superiore a quella del valore nazionale (26.9%). Senza la presenza delle imprese artigiane l'economia apuana non avrebbe probabilmente garantito, in questi anni bui, la continuità economica e la stabilità sociale di migliaia di famiglie.
Cna (info su www.cna-ms.it), attraverso il tradizionale rapporto congiunturale consuntivo 2013, fa il check up di questo settore. «Sarà importante ora capire quante imprese - analizza Paolo Bedini, presidente provinciale Cna - avranno la forza per arrivare alla fine dell'anno. Purtroppo il bilancio tra aperture e cessazioni continua ad essere pesante anche tra il primo e secondo trimestre del 2014 con 163 imprese chiuse in sei mesi a fronte di 572 nuove aperture. Quasi un'impresa al giorno è stata costretta a rinunciare. Il dato che però emerge, e con forza, è l'importanza delle piccole imprese che stanno scongiurando il tracollo del nostro territorio. Senza il lavoro silenzioso e composto degli artigiani non ci sarebbe futuro. Malgrado questa verità c’è l’abitudine di parlare solo delle grandi realtà quando c'è un humus fertile e vivace di piccole imprese che hanno la stessa, se non maggiore, importanza».
Importanza che trova conferma nell'incidenza dell'occupazione artigiana sul monte totale del sistema imprenditoriale locale: 12.700 dei 57.700 addetti lavorano nell'artigianato per un peso del settore del 22,1% sul totale, un valore ancora di più significativo se comparato con il peso dell'artigianato toscano e italiano, rispettivamente del 20,8% e del 15,3%.
In termini assoluti il volume d'affari passa dai 223,1 milioni di euro del 2012 ai 219,5 milioni di euro del 2013. Anche per le retribuzioni il 2013 si chiude con un segno "-"; perdono il 6,1% mentre i consumi - come anticipato - chiudono con un +0,9%. A livello macro-settoriale tutti i comparti chiudono negativamente le dinamiche dei propri fatturati con il manifatturiero che risulta il comparto maggiormente in sofferenza a livello locale (-8,5%), così come i servizi (-5,4%).
Le costruzioni che sono il comparto principale dell’artigianato ha fatturato 105,2 milioni di euro del 2013, ossia il 47,9% del fatturato artigiano totale con un aumento dei ricavi rispetto al 2012 di poco inferiore ai 5 milioni di euro. Il rimbalzo positivo dell'edilizia è opposto rispetto al dato toscano che vede un arretramento del -2,9%. A livello semestrale i ricavi crescono soprattutto nel corso del 1° semestre 2013 anche se il livello raggiunto è di gran lunga inferiore rispetto a quello dell'inizio della serie storica a disposizione. In crescita i consumi e le retribuzioni se confrontati soprattutto con il 2° semestre 2012.
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