La protesta
Nca, operai in assemblea Zubbani: riconvoco i vertici
L’azienda non ha ritirato i licenziamenti e le lettere di contestazione ma i sindacati di categoria insistono: necessario per avviare un dialogo
CARRARA. Alla vigilia di una nuova delicata assemblea dei lavoratori Nca, in programma stamani, dopo il “no” dell’azienda presieduta da Giovanni Costantino al ritiro di licenziamenti e contestazioni, il sindaco Angelo Zubbani conferma l’impegno delle istituzioni a tutti i livelli e annuncia un nuovo incontro con i vertici di Nca. «Da Roma a Firenze, a Carrara, siamo ancora impegnati nel tentare di far ragionare la proprietà di Nca e convincerla a recedere dal suo percorso. Anche dopo l’incontro di martedì scorso con i sindacati di categoria, l’azienda mi ha promesso una riflessione… spero che questa riflessione abbia buon esito»: con queste parole il sindaco di Zubbani ha commentato ieri mattina la fumata nera uscita dal faccia a faccia di martedì sera tra i segretari di Fim, Fiom e Uilm e la proprietà di Nca.
L’appuntamento era stato convocato proprio su richiesta delle categorie, che chiedevano il ritiro dei provvedimenti comminati nelle scorse settimane ad alcuni lavoratori. L’incontro si è concluso con un nulla di fatto, ma il primo cittadino ha annunciato di avere già in agenda un nuovo incontro con la proprietà, pur mantenendo il massimo riserbo sulla data dell’appuntamento. L’obiettivo dichiarato di istituzioni e sindacati è convincere i vertici di Nca a ritirare licenziamenti e lettere di contestazione alle Rsu: ancora ieri, i sindacati di categoria hanno ribadito che questa è la precondizione irrinunciabile al rilancio delle normali relazioni interne. «La nostra posizione non cambia. Noi vogliamo far annullare i provvedimenti che hanno minato la possibilità di avviare un dialogo sereno. Apprezziamo che l’azienda abbia aperto al confronto ma non è sufficiente. Le condizioni per parlare non ci sono, noi metteremo in campo le iniziative opportune ma è importante che tutti soggetti firmatari dell’accordo di programma continuino a dire la loro», ha dichiarato ieri, “a freddo” Michele Folloni, segretario Fim-Cisl, uno dei protagonisti dell’incontro di martedì sera. «Decideremo insieme ai lavoratori il da farsi ma la nostra posizione resta immutata, l’azienda deve ritirare i provvediemnti. Le istituzioni e la Regione svolgono un ruolo importante perché sostengono la nostra richiesta, e al tempo stesso, hanno contribuito a favorire l’insediamento di questa realtà, dunque adesso devono fare la loro parte», ha aggiunto Luisa Pietrini, segretario Fiom Cgil, anche lei reduce dal faccia a faccia con la proprietà.
Il segretario della Uilm-Uil Giancarlo Leorin: «Se l’azienda non ritira i licenziamenti saremo costretti a mobilitarci ancora. Le istituzioni hanno l’occasione di contribuire a trovare una soluzione per questa difficile situazione. A mio parere però se le cose non si sbloccano, dovremo tornare al Ministero dello Sviluppo». Intanto anche i circoli di Rifondazione comunista tornano sul caso Nca: dopo aver ricordato che Invitalia «rimane per legge responsabile per cinque anni delle Aziende pubbliche cedute al privato», equiparano i licenziamenti di Nca ad «attacchi all'attività sindacale» ed ai diritti dei lavoratori; chiedono la riapertura di un tavolo ministeriale sulla acquisizione del cantiere da parte di Tecnomar.
Cinzia Chiappini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
