Sicurezza
Nca non ritira i licenziamenti Sindacati in trincea
La proprietà è disposta al dialogo: «Nessun attacco all’attività sindacale né alla libera espressione di opinione»
CARRARA. Fumata nera dopo il lungo faccia a faccia tra i vertici di Nca e i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm: dopo quasi tre ore di confronto le parti restano sulle rispettive posizioni. L’azienda non ritirerà licenziamenti e lettere di contestazione, ma si dice disposta al dialogo. Le categorie sindacali rispondono: con quei provvedimenti sul tavolo, confronto impossibile.
Nonostante che la lunga attesa, di quasi tre ore (tanto è durato l’incontro), avesse alimentato le speranze dei lavoratori e rappresentanti sindacali riuniti in presidio su viale Colombo, il faccia a faccia tra i segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm e i vertici di Nca, si è concluso con un nulla di fatto. L’incontro – dedicato ai provvedimenti comminati ai lavoratori nelle ultime settimane - si è tenuto ieri pomeriggio, a partire dalle 17 presso la sede di Nca e si è protratto fino alle 20. Al termine di questa riunione fiume, l’azienda è rimasta sulle proprie posizioni, rispondendo “picche” alla richiesta arrivata da più parti (sindacati, partiti politici e amministrazione regionale) di ritirare i licenziamenti e le contestazioni alle rsu delle scorse settimane.
La posizione sindacale: vanno ritirati i licenziamenti. I vertici di Nca - presente il presidente Giovanni Costantino, entrato in cantiere con la scorta dei carabinieri – si sono detti comunque disposti al dialogo e hanno confermato la volontà di confrontarsi con il sindacato. Una posizione ritenuta dai sindacati inconciliabile con la loro richiesta: la “condicio sine qua non” per normalizzare i rapporti interni all’azienda è il ritiro dei provvedimenti, hanno confermato di nuovo ieri, appena terminato l’incontro Michele Folloni (Fim), Luisa Pietrini (Fiom) e Giancarlo Leorin (Uilm).
Un “nulla di fatto”, quello di ieri pomeriggio, che potrebbe complicare se possibile ancora di più le relazioni tra proprietà e lavoratori, per come questa vertenza la si vede dall’esterno.
La “palla” passerà adesso all’assemblea dei dipendenti di Nca, convocata per domani (oggi dovrebbe essere una normale giornata lavorativa). Qui confederali, categorie, rsu e maestranze, decideranno insieme le strategie per portare avanti questa delicatissima battaglia. Il percorso, in parte è già segnato visto che, la scorsa settimana, in occasione del vertice in Regione, l’assessore Gianfranco Simoncini si era detto disponibile a convocare tutti, proprietà compresa, per discutere la situazione. Non solo: sindacati e forze politiche chiedono, ormai da qualche giorno, la riapertura di un tavolo dedicato a Nca presso il ministero dello Sviluppo, la sede nella quale, quasi due anni fa, fu sancito il passaggio del cantiere nelle mani della nuova proprietà. Ed Nca da pubblico divenne un cantiere privato, con un piano concordato legato anche alla cassa integrazione e ai rientri del personale.
La posizione dell’azienda: nessun attacco all’attività sindacale né alla libera espressione di opinione. Ieri sera la proprietà tramite il suo legale, ha fatto pervenire alla stampa la posizone dell’azienda.
«In merito all'incontro tenutosi con i rappresentanti provinciali delle sigle sindacali Fiom, Fim e Uilm, l'Azienda comunica che lo stesso si è svolto nel più ampio rispetto dei ruoli ma soprattutto degli interessi e della dignità dei lavoratori, ribadendo la necessità di continuare attraverso il dialogo con le medesime organizzazioni sindacali, elemento da noi considerato come fondamentale per proseguire in un percorso costruttivo che guardi al futuro dell'Azienda e soprattutto dei suoi dipendenti».
«E' interesse comune seguire e mantenere gli impegni assunti che sono in grado di portare benefici alle parti ma soprattutto ai lavoratori, alle loro famiglie ed al territorio tutto, considerando che l'attività del cantiere ad oggi coinvolge, compreso il proprio indotto, più di mille persone. Nell'incontro, con grande serietà ed attenzione, sono stati affrontati temi di interesse sindacale che vanno al di là delle singole procedure adottate dall'Azienda nei confronti di taluni dipendenti, temi che risultano di necessario confronto e stimolo. E' nostro interesse – aggiunge l’azienda – precisare che sino ad oggi gli impegni assunti in sede ministeriale, anche grazie al lavoro di quei dipendenti reinseriti nel contesto produttivo che hanno dimostrato grande dedizione e impegno al cambiamento, sono stati rispettati nell'ambito di un contesto internazionale che richiede elevati standars qualitativi, efficienza ed un attentissimo controllo alle attività quotidiane . Ciò ha consentito all'azieda di progredire e migliorare anche in termini di qualità e sicurezza nei luoghi di lavoro».
«I procedimenti disciplinari, che nulla hanno a che vedere con il tavolo del confronto sindacale, non rappresentano alcun attacco né al libero esercizio dell'attività sindacale stessa, né alla libera espressione di opinione, e riguardano esclusivamente profili di responsabilità individuale di singoli lavoratori, che come tali verranno trattati con le modalità previste dalla legge e nelle sedi deputate».
«Abbiamo voluto trasmettere ai rappresentanti delle sigle sindacali intervenute il grande apprezzamento e la fiducia che l'Azienda ripone nel loro operato, ribadendo la completa ed assoluta apertura a qualsiasi tipo di confronto improntato al dialogo ed alla ricerca di soluzioni condivise. L'Azienda ha infine manifestato la volontà di continuare ad investire nelle proprie risorse e nel territorio, elementi determinanti nella scelta che ha indotto l'attuale proprietà ad acquisire Nca e ad operare per la realizzazione dell'ambizioso progetto di rilancio del cantiere, supportata anche dal costante impegno delle Istituzioni e incoraggiata dai numerosi attestati di stima che giungono quotidianamente dalla collettività e che fungono da costante stimolo al miglioramento». (c.ch., c.car.)
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