Il dolore
Condomìni, uno su quattro è moroso
Situazione drammatica nelle periferie. A rischio la copertura assicurativa dei palazzi e le forniture di luce, gas e acqua
MASSA. Uno dei mestieri più difficili in periodi di crisi come questo che stiamo attraversando? L'amministratore di condominio. Provate voi a chiedere di pagare rate per lavori straordinari a condomini che non vogliono saperne; provate voi a spiegare che se non si mettono i soldi nel fondo non si può far partire il cantiere per sistemare il tetto prima dell'autunno e dell'arrivo dei primi freddi. Missioni impossibili, nonostante la minaccia di decreti ingiuntivi. «Quelli funzionano raramente, anzi se c'è chi davvero non può pagare lo metto in difficoltà e rischio di peggiorare la sua situazione», spiega Bruno Del Giudice, tesoriere dell'Anaci, l'associazione che rappresenta gli amministratori di condominio. Almeno il 25% dei condomìni è moroso.
La situazione in certi palazzi è drammatica: «Soprattutto quelli dove abitano una decina di famiglie, ne bastano due morose per mandare il sistema in tilt. Per noi che dobbiamo gestire anche le emergenze non è semplice. Anche perché ci troviamo in difficoltà pure con la routine, con quelle scadenze che dobbiamo rispettare», continua Del Giudice. La più importante è la copertura assicurativa: ci sono dei condomini a Massa che sono scoperti e lo restano per diverse settimane. Tradotto: se succede qualcosa, tipo il distacco di un pezzo di cornicione, a terzi poi sono guai. «Io più che spiegarlo non posso fare - continua il rappresentante dell'Anaci -, ma non è semplice farsi dare i soldi da tutti». Per non parlare dei fornitori che non vengono mai pagati rispettando i tempi pattuiti. Per non parlare delle bollette di Enel e Gaia: «Ci riducono la fornitura e ci mettono in ginocchio - continua l'amministratore -, ma per colpa di pochi non ci può rimettere l'intero caseggiato».
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