Sicurezza
Bertocchi al sindaco: «Niente tagli alle scuole comunali»
L’assessore all’Istruzione sulle barricate: i plessi costano poco (1,5% del bilancio) e funzionano bene. Perché ridurli?
MONTIGNOSO. Si continua a parlare di scuola a Montignoso e, in particolare, dell'ormai famoso progetto per la razionalizzazione dei suoi plessi, di cui si sta occupando l'amministrazione: le voci vedevano una piccola spaccatura nella veduta d'insieme del progetto, che dovrebbe essere realizzato tratre assessorati: Lavori pubblici, Bilancio e Istruzione, soprattutto nella possibilità di chiudere alcuni edifici.
Sulla questione prende posizione l’assessore alla Pubblica istruzione Angela Bertocchi. E la sua è un sostanziale difesa delle scuole, contro che punta ad accorpare e a creare un unico polo a Cin quale.
«Il 18 agosto – ricostruisce l’assessore – si è riunita la maggioranza e in quell'occasione è stato presentato tutto il lavoro frutto di uno studio durato mesi, in cui si è tenuto conto di tanti parametri, tra cui l'aspetto economico. I costi di riscaldamento dei vari plessi- sostiene la Bertocchi- sono quasi irrisori, circa 118 mila euro l'anno, rispetto ai circa 10 milioni del bilancio comunale. Si sfiorano i 14 mila euro per le scuole più capienti fino a scendere a 3.000 euro per quelle con strutture meno dispersive e, tenendo conto anche della manutenzione ordinaria si arriva al massimo a 150mila euro l’anno pari ad appena 1,5% dell'intero bilancio comunale».
Un altro parametro di cui si è tenuto conto nello studio, spiega sempre la Bertocchi – è quello del confronto tra il numero di edifici e la popolazione dei comuni limitrofi: «Questo dato dimostra che non abbiamo troppi plessi, bensì un numero di plessi confrontabile con gli altri e in alcuni casi un numero addirittura inferiore». Insomma, secondo l'assessore Bertocchi i 9 plessi di Montignoso non sono troppi, non sprecano denaro pubblico e sono di eccellenza, come dimostra anche, afferma, uno tudio realizzato sui piccoli borghi italiani dal Sole 24 Ore, che pone il comune di Montignoso al dodicesimo posto di una classifica stilata non in base al Pil ma alla qualità della vita, alle relazioni sociali e all'istruzione.
«In sostanza l'offerta formativa è di elevata qualità- dice la Bertocchi- con punte di eccellenza, alunni molto preparati, per non parlare del servizio scuolabus garantito a tutti coloro che ne fanno richiesta». Dunque, è la sua conclusione, «quando si pensa ad una razionalizzazione, si deve pensare a non perdere nulla di tutto quello che è stato costruito, a mantenere i risultati ottenuti, al ruolo che può avere l'istituzione scolastica in taluni contesti, alla perdita di posti di lavoro che può comportare l' eventuale chiusura di un plesso». L'assessore chiude sottolineando che la scuola «dove i nostri figli e noi stessi impariamo, passiamo almeno metà della nostra giornata di vita, in una comunità deve avere il primo posto per il bene di tutti».
Il punto di vista dell'assessore appare insomma ben chiaro: le scuole di Montignoso funzionano bene, non sono troppo costose, ergo non tocchiamole.
Peccato che il sindaco Narciso Buffoni aveva chiesto l'eliminazione di almeno quattro plessi su nove, per razionalizzare la spesa e ristrutturare al meglio i rimanenti. Il progetto nel suo insieme ( che avrebbe dovuto vedere i finanziamenti dei soldi “della principessa”, cioè i 300 mila euro donati dalal famiglia reale araba) pare ancora in alto mare.
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