Sicurezza
«Ritirare i licenziamenti, aprire il dialogo»
Le forze politiche locali appoggiano i sindacati. L’allarme della Fiom: per il gruppo di Tecnomar solo 5 commesse
CARRARA. Alla vigilia del delicatissimo incontro, questo pomeriggio, tra proprietà e sindacati di categoria, ieri mattina la situazione ai Nuovi Cantieri Apuania è approdata al vaglio della commissione Attività Produttive del consiglio comunale. Dove sindacati confederali, categorie e rsu hanno ribadito l’appello ad azzerare licenziamenti e contestazioni. All’incontro ha partecipato anche la senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini che ha criticato apertamente l’accordo di programma del dicembre 2012.
Sindacati e Rsu di Nca incassano ancora una volta il sostegno unanime della politica carrarese: ieri mattina, la commissione Attività Produttive presieduta da Fabrizio Giromella (Sel-Sorridi Carrara) ha ricevuto confederali, categorie e rsu di Nca a poco più di 24 ore dall’incontro che questo pomeriggio sancirà il primo faccia a faccia tra sindacati e azienda dopo la “consegna” di lettere di licenziamento e contestazione. Paolo Gozzani (Cgil), Luisa Pietrini (Fiom), Giancarlo Leorin (Uilm), Roberto Catelani (segreteria Cisl) e due delegati sindacali del cantiere (Giulio Marchi e Gianni Di Maria) hanno ribadito la necessità di azzerare i provvedimenti, per ristabilire un clima di dialogo tra proprietà e lavoratori. Non solo: i sindacati hanno sottolineato come il passaggio del cantiere nelle mani del gruppo di Giovanni Costantino, messo nero su bianco nell’accordo di programma firmato nel dicembre del 2012, sia stata un’operazione molto vantaggiosa per l’imprenditore che, dal canto suo, avrebbe dovuto dare garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e favorire un aumento dei posti di lavoro, anche attraverso l’indotto. I licenziamenti e le sanzioni delle ultime settimane, dunque, secondo i sindacati contrastano con lo statuto dei lavoratori ma anche con gli impegni sottoscritti nell’accordo di programma. «In quel testo si parlava di attività che creano sviluppo per il territorio tutto in un processo che attraverso Nca avrebbe dovuto ridistribuire ricchezza e incrementare i posti di lavoro» ha ricordato il segretario della Cgil Paolo Gozzani. Invece oggi, non solo siamo davanti a dei licenziamenti. Ma suonano campanelli d’allarme anche di altro genere. Sulle prospettive “industriali” del cantiere Admirale Tecnomar, cui è legata la tenuta occupazionale. Osserva la segretaria della Fiom Luisa Pietrini: «Ci risultano solo 5 commesse, che sono poche per garantire la rioccupazione. Il timore è che il prossimo anno la nuova proprietà debba ricorrere alla cassa integrazione per mancanza di carichi di lavoro».
Anche per questo, il segretario della Uilm, Giancarlo Leorin, ha chiesto alla nuova proprietà di fare il punto sul piano industriale, per conoscere nel dettaglio quale sarà il futuro del cantiere: «Chiediamo un tavolo al ministero dello Sviluppo per verificare non solo il rispetto dell’accordo di programma ma anche i nuovi carichi di lavoro» ha aggiunto Roberto Catelani della segreteria Cisl. E proprio rispetto all’accordo di programma che nel dicembre 2012 sancì il passaggio di Nca dalle mani, pubbliche, di Invitalia a quelle dell’imprenditore Giovanni Costantino si è registrato l’intervento particolarmente duro della senatrice del Movimento 5 Stelle Sara Paglini: «Accordi di questo tipo si vedono un po’ in tutta Italia anche se contengono criticità e cose nascoste. La proprietà ha avuto molto da questo territorio, adesso il territorio deve pretendere altrettanto», ha osservato la parlamentare, annunciando che in settimana presenterà un’interrogazione al governo, per fare chiarezza sulla situazione, attuale e futura all’interno della fabbrica di Viale Colombo. Difficile dire se il pressing della senatrice Paglini servirà a convincere la proprietà a cedere alla richiesta dei sindacati di azzerare i provvedimenti.
Intanto, ieri nell’incontro in municipio i sindacati confederali, quelli di categoria e le rsu hanno incassato il sostegno praticamente unanime di tutte le forze politiche: da destra a sinistra, quasi senza distinzioni, i consiglieri comunali hanno chiesto il ritiro di licenziamenti e contestazioni per il rilancio del dialogo interno alla fabbrica. Non solo: i consiglieri comunali hanno condiviso l’appello dei sindacati alla riapertura di un tavolo al ministero dello Sviluppo, per verificare il rispetto dell’accordo di programma e i progetti per il futuro della proprietà, a iniziare dal piano industriale per il 2015.
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