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EX PARTIGIANO

Mario Tedeschi: racconti non veri sulla Resistenza

SARZANA. Mario Tedeschi classe 1920, partigiano “Orso” , ha qualche sassolino da togliersi dalla scarpa. Attento lettore non manca di sottolineare come solo i libri di Lido Galletto (partigiano “Orti”...

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SARZANA. Mario Tedeschi classe 1920, partigiano “Orso” , ha qualche sassolino da togliersi dalla scarpa. Attento lettore non manca di sottolineare come solo i libri di Lido Galletto (partigiano “Orti”, morto nel gennaio 2011, dopo aver pubblicato diversi libri sul tema della guerra partigiana "A coloro che... affinché conoscano", "L'umanità sepolta", "La lunga estate", "Dal Bardine all'Aulella") erano pieni di verità mentre «oggi in tanti scrivono o raccontano di cose che sarebbero accadute durante la guerra partigiana ma che non sono reali». E’ arrabbiato quest’arzillo 94enne nato a Lerici e ora abitante a Sarzana: entrato nella Brigata Muccini a 23 anni, dopo tre anni di servizio militare e la voglia di libertà irrefrenabile. «Era il 27 agosto del 1943 – ricorda - quando decisi di combattere con i partigiani; sono passati 71 anni da quella scelta di vita. Ho conosciuto la Vanda Bianchi, la Vandina, morta qualche settimana fa, ho visto morire Miro Luperi e con me c’era anche Mario Giacomelli, l’ex sindaco di Castelnuovo. Ho visto tanti fatti brutti, ho partecipato a tanti assalti, a imboscate e ho visto gli occhi dei miei compagni che morivano, sono stato arrestato e sono fuggito, quindi ne ho di cose da raccontare, ma quello che leggo quando si parla della lotta di resistenza mi sembra irreale. Non ho mai visto ragazzini nei partigiani, neppure di altri episodi. Insomma sulla Resistenza la verità è nei libri di Lido Galletto il resto è da provare e secondo me c’è troppa fantasia».

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