Il Tirreno

Esposizione di reliquie a Fivizzano

Esposizione di reliquie a Fivizzano

Inizia con la mostra su Jannacci il percorso culturale-religioso curato dal Comune

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FIVIZZANO.

E’ stata inaugurata alla biblioteca Gerini, alla presenza della maggiori autorità cittadine, la mostra “La mia gente, Enzo Jannacci, canzoni a colori” dedicata allo scomparso cantautore milanese. La rassegna, che comprende 50 tavole raffiguranti personaggi delle sue canzoni, vuole puntualizzare il messaggio di Jannacci, sia del medico che dell’artista, che ha dedicato la sua vita a raccontare spaccati della emarginazione sociale cercando in maniera continua di far emergere interesse e attenzione verso i problemi che appunto questa classe subisce. Uomo assai generoso, così tanto da compromettere anche la propria sussistenza, Enzo Jannacci è stato troppo spesso confuso con il suo ruolo di cantante. E troppo di rado invece i suoi messaggi spesso pungenti, spesso un po’ criptici sono arrivati alle coscienze.

«Ricordo - racconta Paolo Marini delegato alla cultura per il Comune, consigliere regionale, e anche curatore particolare della mostra - una festa comunista svoltasi anni fa a Marina di Pisa. Una serata disgraziata: pioveva, tirava vento e la gente scarseggiava. Era previsto un concerto di Enzo Jannacci. L’artista si era presentato in orario e, al momento stabilito, cominciò la sua esibizione nonostante gli spettatori fossero poco più di una cinquantina. Il suo compenso era stato stabilito in quattro milioni di lire, che gli sarebbero stati corrisposti, ovviamente, anche se la serata non fosse andata bene. Una esibizione memorabile: Enzo Jannacci non si era risparmiato ed aveva soddisfatto le esigenze anche le più capricciose di un pubblico tanto esigente quanto scarso. Ebbene, - continua Marini - alla fine della serata, veramente sfortunata per il tempo e per la scarsità di presenze, l’organizzatore consegnò il compenso a Jannacci. Chiedendogli, come era costume nelle feste comuniste dell’epoca (primi anni Novanta), un contributo per il partito. Jannacci consegnò una busta chiusa contenente il suo contributo. E grande fu la sorpresa degli organizzatori quando, aprendo il plico, scoprirono che il cantante aveva decurtato il proprio compenso del 75% lasciando alla festa addirittura tre milioni. Un gesto di grande generosità rivolto non tanto allo schieramento politico, che comunque condivideva, quanto piuttosto a lenire la difficoltà che una serata negativa aveva determinato negli organizzatori».

«Intendiamo inaugurare - continua Paolo Marini - una stagione di mostre, rassegne, convegni e altre iniziative culturali che possano attirare turisti, curiosi, affezionati, neofiti qui a Fivizzano. Crediamo che la cultura possa essere il veicolo giusto per ridare vitalità all’interesse verso la Lunigiana che, ultimamente, si è un po’ allentato sia per la mancanza di risorse personali che penalizzano inevitabilmente le scelte velleitarie delle famiglie, sia per la mancanza di iniziative effettivamente interessanti. Progettiamo per la fine dell’anno un altro evento di grande interesse. Stiamo infatti studiando l’organizzazione di una mostra degli oggetti sacri custoditi presso la locale biblioteca ed appartenenti al Convento degli Agostiniani. Una rassegna che annovera molte reliquie di santi».

«D’altronde - afferma ancora Paolo Marini - tutto ciò che appartiene e riguarda la religione cattolica scatena sempre interesse e polemiche. Noi intendiamo contribuire all’interesse esibendo tesori conservati nel nostro territorio, che sicuramente raccontano e sono testimoni della vita e delle scelte dei nostri nonni».

Una rassegna che potrebbe esibire anche alcuni pezzi di assoluto interesse: alcune fibre appartenute, si dice, alla veste della Madonna, e un frammento della croce di Gesù. Il lungo elenco riportato nel manoscritto secentesico curato da Pier Carlo Vasoli infatti descrive anche questi preziosi reperti fra le reliquie custodite a Fivizzano.(c.cuf.)

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