Sicurezza
Duplice delitto di Natale, l’accusa a Amroui traballa
Il giudice andrà in carcere per sentire la versione del giovane italomarocchino A quanto pare non ci sono testimoni che confermino che teneva fermo Fruzzetti
MASSA. L’interrogatorio di Adil Amroui, il ragazzo italiano di origini marocchine di ventitrè anni accusato di concorso in omicidio per aver aiutato Andrea Mazzi ad uccidere la notte di Natale Andrea Fruzzetti ci sarà giovedì mattina in carcere. Il gip Fabrizio Garofalo gli chiederà conto di quella notte costata la vita a due persone. Sarà presente anche il sostituto procuratore Rossella Soffio e il legale del giovane.
La posizione del ragazzo potrebbe non essere così compromessa, a giudicare da quello che hanno in mano gli inquirenti. Ovvero non c’è un testimone che avvalori la tesi di procura e carabinieri; e cioè nessuno ha visto, anzi ha detto di aver visto, Adil tenere fermo Fruzzetti mentre Mazzi lo accoltella mortalmente. Un paio di persone, però dicono che era tra quelli che prendevano a calci il corpo del ragazzo morente. Troppo poco, forse, per contestargli il concorso in omicidio.
Amroui è stato indagato quasi immediatamente dal nucleo investigativo dell’Arma. Nella prima versione dei fatti l’italomarocchino aveva detto di essere stato aggredito da «quelli di Montignoso» perché extracomunitario. Invece dopo otto mesi di indagini è stato trovato l’ultimo tassello del puzzle che secondo chi indaga ha chiuso il caso. Il gip Garofalo aveva disposto gli arresti domiciliari per Amroui, ma durante la notifica del provvedimento gli uomini del capitano Giuseppe Saccomanno avevano trovato due mazze di legno, probabilmente utilizzate in qualche rissa, e della droga (90 granni di hashish, in parte già suddiviso in dosi) e così la custodia cautelare è diventata carcere.
Non è stato semplice per gli inquirenti arrivare in fondo a questa vicenda, ma per l’accusa la prova della pistola fumante nei confronti di Amroui c’è. «Secondo la nostra ricostruzione - sono convinti gli inquirenti - Amroui ha bloccato Andrea Fruzzetti e poi Mazzi ha scagliato il fendente che gli ha spaccato il cuore». Visto il sangue e il morto Adil scappa dalla scena del delitto, mentre Mazzi prosegue come una furia inseguendo il fratello della vittima. In via Beatrice però gli si para davanti Baria che tenta di farlo ragionare, ma viene accoltellato pure lui. Forse il colpo non doveva essere mortale nelle intenzioni dell’assassino, ma il pugnale stile Rambo è devastante e fa collassare un polmone. Lasciando il trentenne senza scampo.
Ma mentre la posizione di Mazzi sembra delineata - la difesa punta a smontare l’aggravante della premeditazione, che vorrebbe dire evitare l’ergastolo -, quella di Adil è tutta da dimostrare. Bisogna vedere quale sarà la mossa della difesa: scoprire tutte le carte già giovedì o avvalersi della facoltà di non rispondere per poi andare al riesame?
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